Comuni rinnovabili, Legambiente: Italia al centro del cambiamento energetico

È pari a 7,3 i miliardi di euro il risparmio generato dall’utilizzo sempre più frequente delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Il risultato è frutto di un minor impiego di risorse economiche per l’acquisto sui mercati esteri di fonti fossili. In questi anni infatti, l’importazione di questo genere di risorse è andata progressivamente diminuendo: -38% per il petrolio, 17,7% per il gas; -8,2% per il carbone.

Questo è solo uno degli effetti positivi indotti dall’adozione dell’energetico rinnovabile da parte degli 8047 comuni italiani che hanno installato almeno uno degli 850 mila impianti di produzione di energia alternativa. In 2.660 di questi comuni l’energia pulita prodotta supera addirittura quella consumata e sono arrivati a 39 quelli in cui il mix di impianti presenti consente di raggiungere il 100% di energia da fonti rinnovabili adatta sia per gli usi termici che per quelli elettrici.

I risultati descritti sono stati presentati questa mattina da Legambiente nel rapporto “Comuni rinnovabili 2016” e sembrano dimostrare che l’obiettivo del 50% da rinnovabili, annunciato dal Premier Matteo Renzi, sia veramente possibile da conseguire. Il mondo dell’energia sta effettivamente subendo cambiamenti significativi che si susseguono in maniera molto rapida, con fenomeni nuovi e inaspettati come la crescita dell’utilizzo di energia pulita da parte di paesi come quelli asiatici e del Centro America.

 L’Italia potrebbe avere le carte in regola per trovarsi al centro di questo cambio di rotta. La Penisola, infatti, è il primo paese al mondo per incidenza del solare sui consumi energetici (8,1%, pari a fabbisogno di 9,1 milioni di famiglie). Nel 2015, l’uso delle rinnovabili ha garantito il 35,5% dei consumi elettrici e il 17% di quelli complessivi (nel 2015 eravamo appena al 5,3%).

“È il momento di aprire una nuova fase di sviluppo delle fonti rinnovabili”, ha dichiarato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, “Al neo Ministro Calenda proponiamo di liberare l’autoproduzione, la produzione e la distribuzione locale da fonti rinnovabili, di fissare regole semplici e trasparenti per i progetti, di incentivare l’innovazione per aumentare gli impianti, di investire nelle reti”. L’Italia è infatti uno dei paesi che può ottenere il massimo beneficio dallo sviluppo delle rinnovabili sia in termini economici (energia meno cara, meno importazioni, nuova occupazione), sia in termini ambientali (meno emissioni climalteranti).

La presentazione del Rapporto è stata anche l’occasione per attribuire i premi alle amministrazioni comunali che hanno raggiunto importanti risultati nel campo delle energie pulite: il Comune di Val di Vizze (BZ), 100% rinnovabile grazie ad un mix di 5 tecnologie, ha ricevuto il premio “Comuni Rinnovabili 2016”; al Comune di San Lorenzo Bellizzi (CS) è andato invece il premio “Buona pratica” che, puntando sulle rinnovabili, ha esentato dalla TASI i cittadini grazie alle entrate derivanti dal Conto Energia. Infine, è stato consegnato il riconoscimento “Parchi Rinnovabili” al Parco naturale dell’Adamello, al Parco nazionale della Sila, al Parco delle Dolomiti.

Un commento a “Comuni rinnovabili, Legambiente: Italia al centro del cambiamento energetico”

  1. NINO ha detto:

    Finalmente qualche buona notizia ogni tanto ci vuole. Adesso speriamo che i petrolieri non si inventino qualcosa per costringere il Governo a intraprendere azioni punitive nei confronti delle “rinnovabili” onde mantenere i loro utili sempre alti a sfavore di chi attua piani alternativi ai fossili.