Costa Concordia, Legambiente scrive alle Autorità: chiarezza sulla rimozione

E’ trascorso poco più di anno fa da quando la Costa Concordia naufragò al largo dell’Isola del Giglio. Il relitto è ancora lì e forse ci rimarrà per sempre. A lanciare oggi l’appello è Legambiente che avanza dei dubbi e delle perplessità sulla reale ultimazione del progetto di rimozione della nave, motivo per cui oggi ha consegnato alle istituzioni coinvolte (ministro dell’Ambiente, capo Protezione Civile, presidente regione Toscana, osservatorio Concordia, presidente Provincia Grosseto e sindaco dell’Isola del Giglio), dieci domande per esigere chiarezza.Pur rispettando il difficile compito dell’Osservatorio e apprezzando il lavoro fin qua svolto – ha affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – continuiamo ad assistere al protrarsi dei tempi e al susseguirsi di problematiche che rendono sempre meno applicabile il progetto di rimozione scelto”.

L’Associazione ambientalista chiede alle autorità “un atteggiamento più incisivo per evitare che questa tragedia possa divenire anche un disastro ambientale. Per questo Legambiente ha inviato la nota dove pone domande precise sul progetto di rimozione: “il progetto è definitivo? Chi lo ha approvato ufficialmente? Sono stati fatti sondaggi per verificare lo stato del fondale prima della presentazione del progetto stesso? Non c’è un evidente rischio di rottura?”

Di seguito le 10 domande che Legambiente ha inviato al Ministro dell’Ambiente, al capo della Protezione civile, al presidente della Regione Toscana, al responsabile dell’Osservatorio, al presidente della Provincia di Grosseto e al sindaco del Comune dell’Isola del Giglio.

1- Si può considerare a questo punto il progetto di recupero definitivo oppure, come dichiarato dal ministro Clini, si tratta ancora di un progetto “di massima”?

2- Quale ente istituzionale o pubblica amministrazione ha ufficialmente approvato il progetto? Come mai è stato scelto un progetto che presentava tutte quelle criticità espresse dagli organismi competenti?

3- Chi effettua il controllo e monitoraggio, anche subacqueo, sulla qualità dei lavori delle società che stanno operando per la rimozione della nave?

4- La necessità di prevedere un fondale artificiale sicuramente avrà suggerito l’opportunità di effettuare dei sondaggi e delle verifiche per garantire l’effettiva possibilità di realizzare le trivellazioni previste. Non sono state individuate in quella circostanza le problematiche che stanno rendendo sempre più difficile la fase di perforazione?

5- Sotto la Concordia si sta predisponendo un “materasso” di sacchi di cemento in grado di reggere il “ribaltamento” della nave. Come è stata calcolata la tenuta di questo “materasso”?

6- Come può la nave reagire in modo positivo alla trazione centrale (per il rialzamento) se i due estremi sono sommersi e con un carico ingente? Non c’è un evidente rischio di rottura? 

7- Quali sono gli accorgimenti che verranno presi, e quali le modalità esecutive, per estrarre i liquidi tossici contenuti all’interno della nave che si potrebbero sversare nella fase di rotazione?

8- Quali sono le strutture (anche portanti) danneggiate all’interno della nave dai due grandi squarci provocati dal naufragio? Tali danni quanto peseranno sull’impossibilità di portare a termine il progetto? 

9- Dei 26 fori da realizzare sul fondale per i sostegni delle piattaforme del falso fondale, quanti saranno cancellati per l’evidente impossibilità di realizzarli? E quanto tali modifiche, rispetto all’iniziale programma, possono rendere inefficace la riuscita del progetto? 

10- In caso di successo dell’operazione prevista con quali modalità e in quali tempi verrà ripristinato il fondale marino che ha subito notevoli ed evidenti danni legati sia al naufragio della Concordia che agli interventi effettuati per rimuoverla? Esiste un “Piano B” in caso invece di un insuccesso di un’operazione così complicata, visto che la sua riuscita negli stessi documenti progettuali non viene data per certa?

 

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