Ddl bellezza, Legambiente: hanno aderito 97 candidati

L’Italia deve tornare a produrre bellezza. “Tornare a produrre bellezza è la via maestra per risollevare il paese – spiega il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –  Intento della nostra proposta è quello di attivare nei territori processi di trasformazione che puntino a rendere più belle, moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la qualità della convivenza, del benessere individuale e collettivo, a muovere la creatività, a tutelare il patrimonio paesaggistico dell’Italia. Il rilancio della bellezza Mady in Italy e l’investire sulla creatività, sui beni culturali e sull’innovazione possono essere la chiave per rivedere le politiche che interessano fortemente il territorio e concorrono, in maniera rilevante, a definirne caratteri e qualità”. Il disegno di legge sulla bellezza, presentato nei giorni scorsi da Legambiente, è composto da 10 articoli, che riorganizzano in un sistema unico i provvedimenti legislativi inerenti alla qualità del territorio e definiscono chiaramente il percorso da intraprendere per rimettere al centro la bellezza nelle sue tante declinazioni operative: dalla riqualificazione del patrimonio paesaggistico alle opere pubbliche, dall’urbanizzazione alle infrastrutture, dando spazio a nuove idee. E alla proposta sono giunte le adesioni di oltre novanta candidati alle prossime elezioni politiche, in programma il 24 e 25 febbraio: sono 97 infatti i candidati che si impegneranno a portare nel prossimo Parlamento la proposta di legge sulla bellezza redatta dall’associazione ambientalista.

Ad annunciarlo è Legambiente che parla di “un numero destinato nei prossimi giorni a crescere e che coinvolge candidati appartenenti a diversi schieramenti politici (Fli, Lista Monti, Mir, Movimento a Cinque Stelle, Pd, Rivoluzione Civile e Sel), segno che questo disegno di legge unisce quasi tutti i partiti. Tra i nomi spiccano quello di Paolo Beni (Pd), Angelo Bonelli (Rivoluzione Civile), Ilaria Borletti Buitoni (Lista Monti), Ilaria Capua (Movimento 5 stelle), Emanuele Cozzolino (Movimento 5 stelle), Loredana De Pretis (Sel), Pape Diaw (Sel), Paolo Ferrero (Rivoluzione Civile), Monica Frassoni (Sel), Pietro Grasso (Pd), Fabio Granata (Fli), Andrea Olivero (Lista Monti), Laura Puppato (Pd), Ermete Realacci (Pd), Gabriella Stramaccioni (Rivoluzione Civile), Nichi Vendola (Sel), Nicola Zingaretti (Pd)”.

Il testo è stato sottoscritto anche da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, delle imprese e della scienza e sarà sottoposto ai candidati alle elezioni affinché lo facciano proprio e ai sindaci italiani. Tra i primi firmatari spiccano i nomi illustri di don Luigi Ciotti, Roberto Saviano, Moni Ovadia e Oscar Farinetti.

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