Deforestazione, blitz di Greenpeace alla sede RCS

Attivisti di Greenpeace travestiti da tigri, in divisa da paramedico,  sono arrivati stamattina di fronte alla sede di RCS per somministrare agli editori di Rizzoli e Fabbri un finto farmaco, il Deforestyl Zero, anti-deforestazione”. Nel frattempo sul sito www.deforestazionezero.it Greenpeace ha lanciato una petizione per chiedere a Rizzoli e Fabbri di “fermare il contagio e lottare contro una patologia che causa la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta e contribuisce al cambiamento climatico”.

Lo scorso maggio, con la pubblicazione del rapporto “Favole Ammazza Foreste” in occasione del Salone del Libro di Torino 2012, Greenpeace ha dimostrato come gli editori Rizzoli e Fabbri stampavano libri per bambini su carta proveniente dalla deforestazione delle foreste indonesiane, come confermato da analisi realizzate dall’Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta. Si tratta di titoli stampati in Cina nel 2011, in cui è stata rilevata la presenza di fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane.

“È ora che Rizzoli e Fabbri decidano di non farsi contagiare da aziende che distruggono le foreste del pianeta – afferma Chiara Campione responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia – Se oggi siamo qui è perché crediamo che dalla deforestazione si possa guarire e rimarremo qui per un giorno intero per offrire a questi editori una vera e propria terapia d’urto per interrompere la loro dipendenza dalla carta che distrugge le foreste”.

E sembra che la terapia d’urto di Greenpeace contro la deforestazione abbia funzionato. Al blitz degli attivisti è seguito un incontro con i vertici di RCS Libri che è stato definito proficuo: gli editori hanno preso l’impegno di organizzare entro la fine del mese un tavolo tecnico per delineare un percorso che garantisca a tutte le case editrici RCS di diventare in tempi brevi “amici delle foreste”. Rispetto ai libri incriminati nel rapporto “Favole ammazza foreste”, il gruppo ha già preso delle misure contrattuali per evitare che nei propri libri venga impiegata carta prodotta da multinazionali controverse come APP e APRIL. “Speriamo che a queste parole molto rassicuranti per le foreste e le ultime tigri di Sumatra seguano presto anche i fatti.” – conclude Campione.

Asia Pulp & Paper ha mandato una nota in cui precisa: “APP ascolta con attenzione le preoccupazioni di Greenpeace e di tutte le altre NGO. Nel 2012 APP si è impegnata nel perseguire i principi riconosciuti internazionalmente delle Foreste ad Alto Valore Ambientale (HCVF) e nel conservare le foreste naturali e l’habitat delle specie protette quale la tigre di Sumatra. Abbiamo assunto l’impegno di supportare la ‘deforestazione zero’ nella nostra catena di fornitura entro il 2015 e siamo disponibili a lavorare con tutti gli stakeholder per accelerare l’implementazione di questo processo”.

 

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