Disastri naturali, Agire: nel 2016 colpite 411 mln di persone

Da un anno all’altro sono aumentate di quattro volte le persone colpite in tutto il mondo da catastrofi naturali. Lo scorso anno sono state 411 milioni, quattro volte in più rispetto ai 98 milioni del 2015. Le vittime sono diminuite (da 22 mila a 7600) ma si sono contati in tutto il mondi 301 disastri naturali in 102 paesi, con 97 miliardi di dollari di danni economici. L’Italia è il settimo paese al mondo che registra più vittime: sono i morti del terremoto del 24 agosto. Sono numeri tristissimi, quelli diffusi per l’odierna Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali da Agire.

Si devono poi considerare i milioni di sfollati ambientali causati da disastri naturali e cambiamenti climatici, che hanno un impatto sempre più devastante in tutto il mondo e accelerano la frequenza di alluvioni e siccità. I dati sull’impatto dei disastri naturali nel 2016 sono del CRED (Centre for the Epidemiology of Disaster). E Agire – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, in occasione della Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri delle Nazioni Unite che si celebra oggi, si unisce alla campagna ONU “Home, safe Home” per ridurre gli effetti più drammatici delle catastrofi. “L’aumento delle temperature, lo scioglimento dei giacchi in Antartide, l’innalzamento del livello del mare, la siccità, la desertificazione, non sono problemi futuri ma una realtà da prendere in considerazione oggi. Il cambiamento climatico non riguarda infatti solo l’ambiente, ma anche la stabilità stessa dei nostri governi, delle nostre economie, della nostra salute e il luogo in cui viviamo» dice Alessandra Fantuzi, coordinatrice di Agire, il network di 9 ONG di risposta all’emergenze. «Nel 2016 si sono registrati oltre 24 milioni di nuovi sfollati ambientali, persone che hanno dovuto abbandonare le loro case a causa di disastri naturali e cambiamenti climatici. Solo attraverso la prevenzione e il lavoro di protezione e educazione delle comunità più fragili è possibile ridurre le vittime e i danni. È ciò che fanno ogni giorno le organizzazioni del network di Agire”.

I disastri naturali diventano emergenze umanitarie quando si abbattono in paesi molto poveri. Spiega Agire: “L’87% delle persone  in stato di estrema povertà vive in paesi a forte fragilità ambientale o politico-economica. Quando un disastro naturale di forte entità si abbatte su paesi che non hanno capacità di risposta e soccorso si trasforma in una crisi umanitaria. È il caso, ad esempio, del Sud Sudan e di Haiti, due paesi colpiti rispettivamente da siccità estrema e uragani, che hanno assoluto bisogno di aiuto internazionale per far fronte alle emergenze”. Il cambiamento del clima aggrava le catastrofi naturali: nel 2016 inondazioni e tempeste sono state responsabili del 71% delle morti correlate a catastrofi naturali, seguite dai terremoti (17%); la siccità ha avuto un impatto devastante in molti paesi; in Europa le inondazioni devastanti sono raddoppiate dal 1980 a oggi.

Secondo le stime dell’UNHCR i migranti climatici, che già oggi toccano un picco mai registrato prima, potrebbero arrivare ad oltre 250 milioni nel 2050, con una media di crescita di 6 milioni ogni anno.  

Nella triste contabilità delle vittime di catastrofi naturali, l’India è il paese che nel 2016 ha visto il coinvolgimento del maggior numero di persone, con circa 311 milioni che hanno visto i raccolti distrutti da siccità e inondazioni. Le stime sono però imprecise, perché è difficile sapere quale impatto gli stessi fenomeni abbiano avuto in paesi dal contesto difficile quale Etiopia, Malawi e Somalia. La Cina è il paese nel quale le catastrofi naturali hanno provocato più morti,  1.151. Al settimo posto di questa triste classifica c’è l’Italia, per le 299 vittime causate dal terremoto del 24 agosto.

Sottolinea Agire: “Il Consiglio Nazionale italiano Ingegneri (CNI) stima che dal 1968 al 2014 l’Italia abbia speso circa 120 miliardi di euro per la ricostruzione post terremoti. Una cifra che equivale a 2,4 miliardi di euro all’anno. Il costo della prevenzione per rendere gli edifici pubblici e privati più sicuri e risparmiare vite umane sarebbe stato poco meno di 94 miliardi di euro”.

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