Domani la manifestazione del Forum dell’Acqua con lo slogan “la Repubblica siamo noi”

“La Repubblica siamo noi” è lo slogan della manifestazione indetta per domani dal Forum dei Movimenti per l’Acqua, che sarà in piazza della Repubblica a Roma, a partire dalle 15,  “per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un’alternativa alle politiche d’austerità del Governo e dell’Europa”.I promotori della manifestazione, che considerano “priva di senso” la parata prevista per il 2 giugno a fronte dell’emergenza portata dal sisma in Emilia Romagna, hanno deciso di confermare l’appuntamento e – si legge sul sito del forum dell’acqua – “invitano tutte le donne e tutti gli uomini del paese a partecipare, per dire con ancora più forza che la vita e la salute delle persone, la tutela dei beni comuni e dei territori vengono prima di ogni profitto, spread o indice di Borsa”.

Il Forum per l’acqua denuncia che si stanno preparando “nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori”. E spiega nel suo appello: “ Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell’istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall’altra le politiche d’austerità ridimensionano il ruolo dell’intervento pubblico per poi alimentare l’idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio”.

Al Forum prende parte anche Legambiente che domani sarà in piazza a Roma e che, per voce del suo presidente Vittorio Cogliati Dezza, spiega:  “La vittoria del sì ha permesso di respingere la deriva della privatizzazione, occorre mettere in pratica da subito il concetto di acqua bene comune, fondamentale per ogni forma di vita sul pianeta, con un utilizzo che risponda a criteri di pubblica utilità e di solidarietà e, in nessun modo, a logiche di profitto. Al tempo stesso bisogna essere consapevoli che affidare la gestione dell’acqua a soggetti pubblici è solo il primo passo. Gli enti locali devono impegnarsi ora affinché la gestione del servizio idrico sia efficiente, efficace ed economica”.

Secondo l’associazione bisogna ripensare e in alcuni casi ricostruire in modo più sostenibile il servizio idrico. Questo comprende lotta agli sprechi, uso razionale dell’acqua dall’agricoltura agli usi civili e uso efficiente nell’industria.

Sul fronte delle tariffe, la proposta di Legambiente è quella di rimodulare la nuova tariffa del servizio idrico integrato in modo che unisca accessibilità a tutti, efficienza del servizio, tutela della risorsa. Legambiente lo spiega così: “Il nuovo sistema di pagamento dovrà garantire i 50 litri/abitante al giorno, oltre i quali va definita una tariffazione progressiva che scoraggi i grandi consumi e che preveda l’attuazione del full cost recovery (introdotto dalla direttiva quadro 2000/60) che stabilisce che le gestioni idriche devono farsi carico dei relativi costi, attraverso tariffe che imputino agli utilizzatori appropriate quote di pagamento del servizio, anche e soprattutto per scoraggiare usi impropri e sprechi, oltre che in attuazione del fondamentale principio “chi inquina paga”. Per il finanziamento degli interventi si può valutare la possibilità di attingere anche a tasse di scopo o alla fiscalità generale ma solo per situazioni locali particolarmente svantaggiate, come quelle più marginali o interessate da rilevanti deficit infrastrutturali o da situazioni di grave inquinamento”.

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