Animalisti contro il centro allevamento cani per vivisezione di Green Hill a Montichiari (BS)

Il centro di allevamento cani beagle di Green Hill a Montichiari, in provincia di Brescia, si trova da alcuni mesi sotto il fuoco delle proteste degli animalisti di tutta Italia. Le associazioni, tra cui l’Oipa (International Organization for Animal Protection) denunciano non solo inadempienze amministrative ma anche maltrattamenti ai cani allevati nel centro.Il centro di Green Hill allevati cani di razza beagle destinati alla ricerca scientifica nei laboratori di tutta Europa e non solo. Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, Green Hill, di proprietà di una multinazionale americana, è diventato il principale fornitore di cani sul mercato europeo, con circa 250 esemplari venduti ogni mese. Si stima che nel centro siano allevati circa 2500 cani adulti più cucciolate. Gli acquirenti dei cani beagle sono per lo più dislocati in Europa, come l’Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio europeo,  ma non mancano i casi di vendita oltre i confini Ue.

Gli animalisti contestano non solo la vivisezione in se, secondo loro una “pratica inutile e barbara”, ma anche le presunte violazioni che sarebbero state compiute nel centro. A questo proposito, l’Oipa ha denunciato alla Procura di Brescia nel novembre scorso tutta una serie di inadempienze di natura amministrativa per il basso numero di microchip inoculati ai cani e obbligatori per legge. Per questo e altri motivi, le associazioni hanno chiesto al sindaco di Montichiari, Enela Zanola, un’istanza di chiusura d’urgenza del centro. I volontari del Comitato “Montichiari contro Green Hill” hanno anche consegnato al sindaco 17 mila firme raccolte prima di Natale per chiedere la chiusura del centro.

Molte le manifestazioni di protesta organizzate. Nel mese di dicembre si sono tenute due grosse manifestazioni a Montichiari che hanno visto la partecipazione di circa 2000 cittadini arrivati da tutta Italia, soprattutto dal Nord. Alcuni membri del comitato Montichiari contro Green Hill hanno anche iniziato uno sciopero della fame interrotto solo dopo numerosi giorni. Sotto il fuoco delle critiche dei manifestanti anche l’Asl locale accusata di “controlli scarsi e inefficienti”. Per il 14 gennaio è prevista un’altra fiaccolata per chiedere la chiusura del centro.

La questione è arrivata anche in Europa. L’Eurodeputato Andrea Zanoni (IdV) ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere all’Ue la chiusura del centro alla luce delle anomalie denunciate e in base all’articolo 13 del trattato di Lisbona che definisce gli animali come «esseri senzienti». Sempre il Parlamento europeo il 13 ottobre 2011 ha votato a larga maggioranza la dichiarazione scritta n. 26/2011 «sulla gestione della popolazione canina nell’Unione europea» che chiede maggiore protezione per i cani in tutta Europa.

Ma la vivisezione nell’Unione europea non è affatto vietata. Nel settembre 2010 il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la nuova Direttiva 63/2010 “sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici” che non prendeva in considerazione le richieste principali degli animalisti. La votazione di questa Direttiva è stata appoggiata da buona parte della comunità scientifica europea ma fortemente criticata dagli animalisti di tutta Europa che non vedevano nessun reale passo avanti nella tutela degli animali europei. Secondo l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) si è trattato di un testo legislativo “miope e che si rifiuta di guardare al futuro”.

 di Alessio Pisanò

Un commento a “Animalisti contro il centro allevamento cani per vivisezione di Green Hill a Montichiari (BS)”

  1. amster ha detto:

    Bene, avete ragione, ma quando creeranno un nuovo farmaco o altre cose, invece di usare i poveri animali, dovranno usare gli voi animalisti e i vostri sostenitori come cavie per esperimenti, ciao