Giglio, l’isola che non dorme mai

“Queste meraviglie si vedono solo al Giglio”. Dice ogni estate mia nonna di 86 anni dalla terrazza della sua casa in cima al porto dell’Isola. Oggi, da quella terrazza lo scenario che si può “ammirare” è quello ormai conosciuto in tutto il mondo: la Costa Concordia adagiata davanti lo scoglio della Gabbianara e poco a destra il porto, così piccolo a confronto. Una immagine che ha inflazionato le prime pagine dei giornali, le home page dei siti web e i teleschermi di mezzo mondo.

Giriamo lo sguardo a destra, verso il porto. E proviamo a concentrarci sull’Isola del Giglio. Sulla sua gente e sul grande ed efficiente lavoro che hanno svolto in un momento che nessuno si sarebbe mai immaginato. Viriportiamo qui di seguito alcuni stralci di articoli pubblicati da Giglio News, il giornale on line dell’Isola. Vale la pena ricordare quello che hanno fatto e sta facendo la cittadinanza gigliese, senza dimenticare il lavoro dei nostri colleghi di Giglio News che stanno lavorando a ritmo incessante offrendo notizie utili e da un punto di vista interno.

Da giglionews.it

“Lasciando perdere la cronaca e la dinamica dei fatti che sono già state pubblicate in tutte le salse, c’è un aspetto nella tragedia del naufragio di Costa Concordia, che rende orgogliosi tutti i gigliesi sparsi nel mondo.

E’ la formidabile reazione della piccola comunità isolana di fronte ad un’emergenza piombata nello scorrere lento della vita gigliese, inaspettatamente, alle 10 della sera di un un anonimo e freddo venerdì invernale.

Una comunità di appena 800 anime che si è ritrovata all’improvviso sul porto e non ha indugiato un attimo nel farsi carico della sfortunata sorte di 4232 persone, metà delle quali parlavano lingue a lei sconosciute!

Provate ad immaginare cosa significa per un sistema di servizi calibrato per meno di un migliaio di cittadini trovarsi a rispondere alle esigenze di più di 4000 naufraghi.

Eppure laddove la scarsa capacità ricettiva invernale sarebbe sembrata a logica un ostacolo, il cuore l’ha fatta da padrone e così i gigliesi di ogni età si sono rimboccati le maniche ed in poche decine di minuti si sono spalancate per quei disperati le porte di asili, scuole, chiese ed abitazioni private. La maggioranza delle famiglie si è portata a casa alcuni tra i più bisognosi.

Nell’immaginabile caos della disperazione gli uomini si sono ritrovati ad accogliere i naufraghi sul molo e le donne in farmacia a distribuire medicinali. E poi giovani in pronto soccorso e sulle ambulanze ad aiutare i sanitari e per strada a distribuire coperte e viveri di prima necessità. I bar, negozi ed alberghi chiusi hanno aperto i battenti offrendo riparo ed un po’ di conforto. Gli autobus hanno fatto la spola con il Castello mentre i traghetti iniziavano l’andata e ritorno con l’Argentario con il personale di bordo incurante del necessario riposo!

E così mentre le forze dell’Ordine insieme a volontari ed amministratori continuavano a prelevare i naufraghi dalla Concordia, la gente del Giglio si è prodigata in una straordinaria ed inenarrabile azione umanitaria.

Nell’adrenalinica frenesia del portare aiuto, il tempo è scorso in un baleno e quando le navi al mattino hanno portato “in Continente” gli ultimi naufraghi, la semplice ma impareggiabile gente del Giglio si è avviata con il sorriso sulle labbra alle proprie abitazioni per tornare all’ordinaria quotidianità, quasi inconsapevole di aver contribuito con piccoli e straordinari gesti a rendere tutti noi assolutamente orgogliosi di esser figli di questa granitica terra isolana!

Da quella tragica notte in cui tutta l’isola, nonostante le ridottissime capacità ricettive invernali, si mise a disposizione di 4200 naufraghi, continua incessante l’opera silenziosa dei gigliesi. 

Nei locali della Scuola Media dell’isola è stata allestita una mensa che sforna pasti caldi a tutte le ore per i soccorritori. Una cucina confederale della Misericordia di Castelnuovo Garfagnana con 6 volontari prepara adesso quei pasti che nelle prime ore venivano cucinati nei ristoranti dell’isola. Tanti volontari isolani si alternano in turni per servire i pasti e tenere puliti i locali. Un casottino nei pressi dell’area critica riservata ai soccorsi offre caffè e generi di prima necessità.

Hanno riaperto, anche se a ranghi ridotti, ristoranti ed alberghi ed i bar del porto rimangono in servizio quasi ininterrottamente.

I gigliesi guardano con preoccupazione quel bolide ferito al cui interno giacciono ancora migliaia di tonnellate di veleni tra idrocarburi ed olii vari. Ma la fiducia nei confronti di quegli uomini in tuta rossa, di quegli angeli che scendono nelle viscere della nave, è più forte della paura.

A loro è rivolta e dedicata l’opera silenziosa ma determinante di un’isola che non dorme mai.”

A cura di Silvia Biasotto

 

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