Legambiente: due giorni per ridurli. E attenzione ai “sacchetti sospetti”

“Disimballiamoci” per produrre meno rifiuti. Ovvero: cominciamo a comprare prodotti che non abbiano un doppio o triplo imballaggio, e già che ci siamo portiamoci dietro dei sacchetti riutilizzabili per fare la spesa, e buttiamo un occhio anche ai detersivi alla spina, per scartare meno bottiglie di plastica. “Ridurre si può” è l’iniziativa di Legambiente che domani e domenica sarà davanti ai supermercati, con i propri volontari, per invitare i cittadini ad acquistare prodotti senza troppi imballaggi, usare sacchetti riutilizzabili o in materiale biodegradabile, usare detersivi e detergenti alla spina, comprare frutta e verdura sfusa evitando quella già pesata e imballata in vaschette di polistirolo.

Queste le azioni promosse dall’associazione in occasione della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti. “Prevenire è meglio che smaltire”, afferma Legambiente, sottolineando che si parla troppo poco dell’aumento della quantità di rifiuti prodotti: in Italia i rifiuti urbani dal 2000 al 2007 sono aumentati del 12%, mentre tra il 2008 e il 2009 c’è stato un decremento dell’1,3%, attribuito soprattutto alla crisi economico-finanziaria.

L’iniziativa prevede la presenza dei volontari Legambiente davanti ai supermercati della grande distribuzione per invitare i cittadini a consegnare almeno un imballaggio inutile tra quelli acquistati con la spesa. Per diffondere la cultura anti-spreco, Legambiente proporrà inoltre il baratto nei mercatini del riuso organizzati nelle piazze, dove ci saranno anche dimostrazioni di come alcuni oggetti, all’apparenza inutilizzabili, possono diventare il fulcro di un lavoro artistico e creativo. Anche quest’anno, poi, l’associazione rilancia il concorso fotografico No Pack 2011 chiedendo di scattare da una a 3 fotografie, che ritraggano “l’imballaggio sprecone”, quello più esagerato. In palio per lo scatto migliore c’è una macchina fotografica. Gli scatti devono essere spediti all’indirizzo campagne@legambiente.it entro il 25 gennaio 2012 oppure attraverso la pagina facebook “Concorso No Pack”.

“Servono iniziative strutturali come richiesto anche dalla nuova direttiva europea sui rifiuti che prevede per ogni Stato membro entro il 2013 la redazione del Programma nazionale di prevenzione”, afferma Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell’associazione. Che approfitta dell’occasione per invitare i consumatori a prestare attenzione agli shopper presenti nei negozi: nonostante il divieto di commercializzazione entrato in vigore all’inizio del 2011, esistono ancora dei “sacchetti sospetti”, che non sono né compostabili né biodegradabili.

“La messa al bando dei sacchetti di plastica è stata una vittoria per l’ambiente e per tutti noi – ha aggiunto Ciafani – ma oggi con un furbo escamotage alcuni produttori cercano di aggirare la legge. Si stanno diffondendo, infatti, soprattutto nel commercio al dettaglio, dei sacchetti con additivi chimici che possono confondersi con quelli biodegradabili e compostabili ma che di ecologico hanno ben poco. Diffonderli significa vanificare lo sforzo del divieto introdotto e per questo chiediamo al Parlamento di approvare al più presto il disegno di legge governativo per bandire anche questo tipo di sacchetti e permettere di produrre e commercializzare solo buste biodegradabili e compostabili”.

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