Enea lancia “Idee per lo sviluppo sostenibile”: presentate le prime proposte

Sono state inviate a Governo e Parlamento le prime tre proposte scaturite dal progetto “Idee per lo sviluppo sostenibile” dell’Enea: eco-etichette, una Tares più “verde” per i rifiuti e interventi di eco-efficienza negli edifici pubblici. Il progetto è aperto alla partecipazioni di tutti – associazioni, istituzioni, aziende, ricercatori, consumatori – e le proposte vengono selezionate da un gruppo di esperti, che opera a titolo gratuito, presieduto dall’ex Presidente dell’Autorità per l’energia Alessandro Ortis.

La prima proposta riguarda la creazione di eco-etichette per palesare il ‘contenuto’ di gas serra dei beni di consumo, facilitare la scelta di prodotti low-carbon e contrastare il “dumping ambientale” internazionale. Seguono interventi edilizi per la sicurezza sismica e l’eco-efficienza negli edifici pubblici finanziati con le multe all’abusivismo edilizio. E una proposta che prevede una mini-rivoluzione per i rifiuti, con l’introduzione di  un “contributo ambientale”  sui beni che generano molti rifiuti, in modo da ridurre la Tares ai cittadini e far pagare un po’ di più ai produttori.

“Il Paese ha bisogno della mobilitazione di tutti, anche per quello che riguarda il sistema energetico-ambientale, con contributi in grado di promuovere innovazione, crescita e sviluppo sostenibile – ha dichiarato Alessandro Ortis –. Con questo spirito di partecipazione e pur negli ovvii limiti dell’iniziativa, ci rivolgiamo a chi intendesse valutare con noi le proprie idee e proposte per farne eventuali segnalazioni alle Istituzioni.  Le prime tre proposte sono state già inviate al Governo ed al Parlamento per interventi riguardanti la lotta agli abusi edilizi con sostegno alla riqualificazione ambientale ed immobiliare, la gestione dei rifiuti urbani, il contenimento delle emissioni clima-alteranti; quest’ultima proposta è tesa a sollecitare una iniziativa italiana, nell’ambito dell’ormai prossimo semestre di presidenza europea, capace di farci superare il grave stallo degli accordi internazionali pro sviluppo sostenibile”.

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