Europa, WWF: poca ambizione dai Ministri della pesca

Poca ambizione a Bruxelles da parte dei Ministri della Pesca chiamati a riformarla, almeno rispetto alla posizione del Parlamento europeo, che all’inizio del mese ha chiesto una maggiore protezione degli stock ittici nei mari europei tramite il contrasto della pesca intensiva e di fenomeni come lo scarico in mare del surplus di pescato. “La forte richiesta di porre fine alla pesca eccessiva e ricostruire gli stock di pesce, che solo poche settimane fa il Parlamento europeo aveva approvato anche grazie alla spinta delle associazioni ambientaliste, WWF in testa,  è caduta nel vuoto”: questa la denuncia del WWF.


Per l’associazione ambientalista, a Bruxelles i ministri della Pesca hanno adottato la propria posizione sul progetto di regolamento di base della riforma della politica comune della pesca (PCP), ma con poca ambizione. Commentando i risultati del Consiglio Marco Costantini responsabile mare WWF Italia ha detto: “I Ministri della pesca hanno concordato di mantenere una posizione poco ambiziosa sul futuro della politica comune della pesca, dimostrando meno coraggio del Parlamento che poche settimane fa ha invece indicato la strada per una vera riforma. La forte richiesta di porre fine alla pesca eccessiva e ricostruire gli stock di pesce, che solo poche settimane fa il Parlamento europeo aveva approvato anche grazie alla spinta delle associazioni ambientaliste, WWF in testa,  è caduta quindi nel vuoto. Resta da fare ora molto lavoro durante i negoziati con Parlamento e Commissione. L’unica notizia positiva dai Ministri arriva dalla decisione di ridurre drasticamente il fenomeno dei rigetti a mare, che quantomeno ridurrà lo spreco di risorse”. Dopo questo Consiglio la Presidenza irlandese riceverà un mandato per avviare i negoziati a tre, con il Parlamento europeo e la Commissione.

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