Forum Quale Mobilità, Legambiente: come incentivare la mobilità sostenibile

73 miliardi di euro: è questo il carico fiscale che ha gravato sulla mobilità delle persone nel 2018 in Italia. Tasse che vanno nella fiscalità generale e non servono per coprire i costi sociale dei trasporti, e che spesso sono perfino “ingiuste”: spesso, paga di più chi inquina di meno (una ibrida Euro6 paga di bollo e carburante di più di un vecchio pickup diesel del professionista con partita iva).

La soluzione, anzi le soluzioni, le propone Legambiente al Forum Quale Mobilità, organizzato a Firenze nell’ambito dell’ExpoMove: incentivare la mobilità sostenibile, tassare inquinamento e spreco, dire basta ai sussidi alle fonti fossili.

Proposte che per l’associazione ambientalista devono essere accompagnate da politiche concrete e lungimiranti che mettano al centro l’abbandono delle fonti fossili e che mirino anche a disincentivare il traffico inquinante andando nella direzione di una mobilità sempre più sostenibile, elettrica, connessa, multimodale.

Ciò vuol dire in termine di mobilità ripensare alla mobilità delle persone, a quella pubblica e condivisa, incrementare i mezzi di mobilità leggera per arrivare così a città a zero emissioni.

Entrando nel dettaglio delle proposte, Legambiente chiede di orientare le tasse sui trasporti in misura proporzionale all’inquinamento e allo spreco. Di introdurre un voucher sulla mobilità sostenibile di mille euro all’anno a chi rottama la vecchia auto, per almeno 2 anni, per acquistare abbonamenti e biglietti del trasporto pubblico, servizi sharing mobility, noleggio auto, moto, o l’acquisto di veicoli elettrici leggeri per uso personale (dalla micromobilità sino ai quadricicli leggeri). Di pensare ad un welfare sulla mobilità. Sul fronte della sharing mobility agevolare l’IVA (10%, come sui biglietti di mezzi pubblici). E poi pensare le città in una chiave smart greed permettendo lo scambio di elettricità in rete e privilegiando, nei trasferimenti statatali ai comuni, i piani (Pums, Paes) obiettivi sfidanti come basse emissioni, smartless.

Le proposte che formuliamo”, spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, “mirano ad iniziare un cambiamento, progressivo ma radicale, del sistema fiscale che grava sui trasporti, con l’obiettivo di guardare lontano, a quel che desideriamo si realizzi tra 10 o 15 anni, quando tante cose saranno cambiate profondamente. Ci vuole una visione di lungo periodo: esplicitarla, intraprenderla oggi con coerenza, accompagnata da politiche industriali, infrastrutturali e cittadine, è indispensabile per il consenso di breve e di lungo periodo ai cambiamenti che si propongono”.

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