Giornata mondiale dell’Ambiente, stop agli sprechi

Think, eat, save. Pensa, mangia e risparmia. E’ il motto di quest’anno della Giornata mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Quest’anno la manifestazione principale e’ ospitata in Mongolia e invita a contrastare gli sprechi alimentari. Ogni anno nel mondo un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi dal produttore al consumatore.

Lo ricorda l’Unep, l’agenzia dell’Onu per l’ambiente, che ha scelto appunto il tema della ‘impronta alimentare’ per giornata mondiale per l’Ambiente per richiamare ciascuno alla responsabilita’ e poter diventare protagonista del cambiamento a sostegno di uno sviluppo sostenibile ed equo.

Questi 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentari, spiega l’agenzia, del valore di mille miliardi di dollari, sarebbero sufficienti a nutrire gli 870 milioni di persone che ogni giorno non hanno da mangiare, oltre a rappresentare uno ‘spreco’ di emissioni di CO2. Per sottolineare l’amara ironia del fatto che lo spreco di cibo e’ al massimo in un momento in cui e’ facile conservare i cibi l’Unep e la Fao hanno invece raccolto in un sito tutti i modi in cui tradizionalmente vengono conservati gli alimenti.

Con una popolazione mondiale in costante crescita, che vedrà un aumento di due miliardi di persone solamente nei prossimi 40 anni, non solo si dovrà aumentare la produzione ma anche combattere gli sprechi alimentari in agricoltura, soprattutto a fronte della progressiva scarsità di risorse naturali, acqua e terra. È quanto tiene a evidenziare Agrofarma – Associazione Nazionale Imprese Agrofarmaci.

“Se oltre al problema degli sprechi si aggiunge che la domanda di generi alimentari su scala globale è destinata ad aumentare del 70% entro il 2050, capiamo quanto sia fondamentale il contributo della chimica nello sviluppo di un’agricoltura sempre più innovativa e allo stesso tempo sostenibile, in grado di ridurre in primo luogo gli sprechi”, afferma Andrea Barella, Presidente di Agrofarma.

Risulta fondamentale, infatti, prevedere a fianco di un consumo più consapevole e attento da parte dei cittadini anche l’impegno sempre più concreto da parte della filiera agricola per ridurre gli sprechi a livello produttivo, un risultato che si può raggiungere solo stimolando la ricerca di soluzioni utili contro tale fenomeno già nella fase di produzione agricola.

“Senza gli agrofarmaci, vere e proprie medicine delle piante, non sarebbe possibile preservare raccolti da tutta una serie di malattie e agenti patogeni che non solo li distruggono, con gravi danni per l’economia, ma mettono anche a rischio la salute del consumatore” – conclude Barella – “Per questo in Italia le aziende del settore degli agrofarmaci investono ogni anno 47 milioni di euro, pari al 6% del fatturato complessivo, per mettere a punto soluzioni sempre più efficaci e sostenibili, proteggere le coltivazioni e ridurre quindi allo stesso tempo gli sprechi alimentari”.

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