Giornata Mondiale dell’Ambiente; WWF: “Torniamo umani, ce lo chiede la natura”

I killer “silenziosi” dell’inquinamento atmosferico fanno ogni anno 7 milioni di vittime. Secondo il rapporto sullo stato mondiale della biodiversità (Il Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services) abbiamo significativamente alterato il 75% delle terre emerse e il 66% dei mari e degli oceani. Inoltre stiamo mettendo a rischio, mantenendo l’attuale ritmo di impatto ambientale nei prossimi decenni, almeno un milione di specie viventi, molte delle quali ancora sconosciute alla scienza.

Si tratta di un livello di impatto totalmente insostenibile, tenuto conto che dagli attuali oltre 7.6 miliardi di abitanti il nostro mondo si troverà ad avere, come indicato dalla variante media delle Nazioni Unite, 9.7 miliardi di abitanti nel 2050.

La capacità rigenerativa delle risorse naturali e la capacità ricettiva dei sistemi naturali nel ricevere i nostri rifiuti mostra ormai i palesi segni di affaticamento, riconosciuti da tutta la ricerca scientifica internazionale.

La Giornata Mondiale dell’Ambiente, che si celebra oggi, è un appuntamento importante per riflettere sui danni prodotti da un modello di sviluppo che a lungo perseguito e diffuso che si basa sulla crescita continua dell’utilizzo di risorse naturali e della trasformazione e devastazione di tutti gli ambienti naturali. Un modello impostato su processi lineari, al termine dei quali si produce sempre uno scarto, un rifiuto, in pratica l’inquinamento.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il WWF ha lanciato un video che chiede qualche minuto di attenzione. La Natura, voce narrante e fuori campo, racconta all’uomo tutto quello che sta scomparendo. “Let’s become really human again”. La Natura ci chiede di “tornare umani” e proteggerla, prima che sia troppo tardi.

Troppe specie sono in pericolo e in pochi anni il Pianeta rischia di perdere la sua biodiversità. Già il 60% delle specie animali è scomparso a causa dell’impatto dell’uomo sulla natura. Ma se scompare la natura allora scompariremo anche noi uomini, perché siamo noi ad avere bisogno della natura, ancora più di quanto la natura abbia bisogno di noi.

Nel 2020 “scadranno” alcuni importanti target dell’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvata da tutti i paesi del mondo alle Nazioni Unite nel 2015: “scadrà” la strategia decennale (2010-2020) per la difesa della biodiversità mondiale in ambito della Convenzione ONU sulla Diversità Biologica e si rivedranno gli impegni volontari presi da tutti i paesi per concretizzare l’Accordo di Parigi del 2015 della Convenzione Quadro ONU sui Cambiamenti Climatici.

Un’occasione unica per mettere a sistema questo insieme di proposte che devono diventare operative e concrete e soprattutto per rivedere la strategia decennale futura (2020-2030) per fermare la perdita di biodiversità nel mondo che costituisce l’assicurazione fondamentale per la vita di noi tutti.

Obbiettivo principale è quello di cercare di proteggere almeno il 30% della superficie del nostro pianeta entro il 2030 e il 50% entro il 2050, anno in cui la nostra economia dovrà già essere completamente decarbonizzate.

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