Glifosato, Cambia la terra: “Sentenza riconosce diritti dei cittadini”

Il Tribunale dell’Unione europea riconosce i diritti dei cittadini. Ci deve essere il libero acceso agli studi sulla tossicità del glifosato. La sentenza di oggi riconosce che l’interesse alla salute dei cittadini e dell’ambiente prevale sugli interessi delle multinazionali. Così Cambia la terra – progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da Federbio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF – commenta la sentenza del Tribunale dell’Unione europea che oggi ha annullato la decisione con cui l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva negato l’accesso agli studi sulla cancerogenicità e tossicità di questo pesticida.

“È di grandissima importanza la decisione del Tribunale Ue di dare libero accesso agli studi di tossicità e di cancerogenicità del glifosato – dice la portavoce della Coalizione Stop Glifosato e responsabile di Cambia la terra Maria Grazia Mammuccini – L’Efsa, l’agenzia per la sicurezza alimentare europea, aveva negato l’accesso ai dati motivandolo con il fatto che la divulgazione avrebbe potuto danneggiare gli interessi commerciali e finanziari delle imprese che hanno presentato gli studi e addirittura negando l’interesse pubblico prevalente alla divulgazione. Questa sentenza riconosce, finalmente, che a prevalere è proprio l’interesse della salute dei cittadini e dell’ambiente su quello dei fatturati delle aziende multinazionali che producono l’erbicida più utilizzato al mondo”.

Si tratta, prosegue, di una “vittoria dei cittadini che, dopo il pronunciamento nel 2015 dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) sulla possibile cancerogenicità del glifosato, avevano chiesto alla Commissione attraverso l’Ice-Iniziativa dei cittadini europei di vietare gli erbicidi a base di glifosato in tutti gli Stati membri”.

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