Incentivi rinnovabili, Kyoto Club: pericolo ridimensionamento

C’è il pericolo che i prossimi incentivi alle rinnovabili elettriche, termiche e all’efficienza energetica siano fortemente ridimensionati, tanto da mettere in ginocchio l’intero comparto. È quanto denuncia Kyoto Club, organizzazione non profit costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto, che chiede al Governo un confronto con le associazioni e a queste ultime un tavolo comune per confrontarsi con l’esecutivo.

 

Kyoto Club “chiede a tutte le associazioni delle rinnovabili elettriche e termiche e dell’efficienza energetica di organizzarsi in un tavolo di lavoro comune per confrontarsi con il Governo, secondo un approccio che metta da parte interessi particolari e che punti a dare forza e fiducia a questo comparto strategico della green economy”, afferma l’associazione in una nota nella quale lancia un allarme sugli incentivi per le rinnovabili.

“Fonti ministeriali fanno intendere che per le fonti rinnovabili in Italia arriveranno tempi durissimi, visto che si sta decidendo di mettere pesantemente mano agli incentivi e ostacolare la modalità di accesso ad essi – afferma Kyoto Club -Se è gravissimo che le bozze sul quinto conto energia fotovoltaico circolate in questi ultimi giorni siano probabilmente di matrice non ministeriale, va detto anche che esse potrebbero purtroppo essere verosimili nei contenuti che i Ministeri competenti si apprestano ad annunciare. Ma anche per le altre fonti rinnovabili e l’efficienza energetica si preannunciano interventi tali da rischiare seriamente di affossare un intero comparto che il Governo vorrebbe contingentato su livelli annuali molto bassi”.

L’associazione chiede un incontro fra Governo e associazioni di categoria per “un confronto aperto e responsabile sugli incentivi e sullo sviluppo di medio-lungo periodo” del settore, perché “uno scivolone del Governo sul fronte delle rinnovabili rappresenterebbe un duro colpo per un settore vitale del paese, una battuta d’arresto per le strategie energetiche italiane mentre tutta l’Europa sta rapidamente virando verso le energie verdi e anche un danno politico rilevante per il Governo Monti che aveva raccolto fiducia e stima in molte aree del paese”.

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