Indagine Ipsos: in ogni casa ci sono più di 8 apparecchi elettronici rotti o obsoleti

Nelle case degli italiani è impossibile non trovare qualche elettrodomestico rotto, conservato in qualche cassetto remoto della cucina (o in cantina). A questi si aggiungono sempre di più gli apparecchi elettronici che nel giro di qualche anno sono diventati obsoleti, come il videregistratore, le vecchie Tv e strumenti musicali di un tempo. Ogni famiglia, infatti, tiene in casa più di 8 apparecchiature elettroniche rotte, vecchie o non più in uso, quasi il 20% del totale degli elettrodomestici posseduti.

E’ quanto emerge da un’indagine Ipsos sulle “abitudini di utilizzo e smaltimento delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) da parte dei consumatori italiani”, commissionata da Ecodom, il Consorzio italiano di Recupero e Riciclaggio degli Elettrodomestici. Ipsos ha realizzato 3.262 interviste su un campione rappresentativo di 44.249.512 cittadini tra i 18 e i 74 anni, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una corretta dismissione degli elettrodomestici che non sono più utilizzati perché obsoleti o fuori uso.

Tra le apparecchiature che più frequentemente vengono dimenticate in cantina o invece di essere dismesse (e quindi riciclate) ci sono le pianole (che nel 48 % dei casi si tengono in casa anche se non funzionano più) e i monitori a tubo catodico (38%), ma ci sono anche condizionatori portatili, boiler elettrici, friggitrici, tostapane, bollitori, macinacaffè, videoregistratori.

“L’analisi di Ipsos evidenzia una consistente presenza di apparecchiature elettriche non più funzionanti nelle case degli italiani – afferma Giorgio Arienti, Direttore Generale di Ecodom – E’ importante informare e sensibilizzare i cittadini sulle corrette modalità di dismissione degli elettrodomestici rotti sia per incrementare la raccolta e raggiungere gli obiettivi imposta dalla Nuova Direttiva Europea  (85% dei RAEE generati o il 65% della media di Apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato nei tre anni precedenti), sia per contribuire alla salvaguardia ambientale.”

Il principale canale di dismissione dei grandi elettrodomestici – soprattutto lavatrici, frigoriferi e lavastoviglie – è rappresentato dalla Grande Distribuzione, che ritira l’elettrodomestico da buttare in seguito all’acquisto di un’apparecchiatura equivalente. Nel caso dei piccoli elettrodomestici – tostapane, ferri da stiro, forni a microonde – i cittadini preferiscono rivolgersi alla municipalizzata locale oppure portarli direttamente all’isola ecologica. La municipalizzata locale è il canale preferenziale di dismissione anche per gli apparecchi informatici come le stampanti, i desktop, le tastiere, monitor a schermo piatto. Il mouse e le tastiere invece sono gli apparecchi che più di tutti sono dismessi in maniera scorretta.

“La ricerca ha evidenziato che nel caso dei grandi elettrodomestici c’è una buona conoscenza sulle corrette modalità di dismissione. Più problematico è il caso dei piccoli elettrodomestici e degli apparecchi informatici, spesso buttati nella spazzatura indifferenziata” – continua Arienti – “L’analisi ha inoltre messo in luce come sia ancora presente nelle case degli italiani una significativa quantità di elettrodomestici, ad esempio i frigoriferi e i televisori a tubo catodico, che contengono sostanze dannose per l’ambiente e che quindi richiedono un trattamento particolare. Sarà fondamentale una collaborazione fra tutti i soggetti che partecipano alla fase di raccolta: gli Enti Locali, cui spetta la realizzazione di nuove isole ecologiche; i Distributori, che possono informare gli acquirenti della possibilità di ritiro gratuito del loro elettrodomestico in seguito all’acquisto di uno nuovo; noi cittadini, che dobbiamo adottare modalità corrette di dismissione dei nostri RAEE”.

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