Inquinamento acustico, associazioni al Parlamento UE: adottare nuovo regolamento

Approvare norme più stringenti sulle emissioni sonore dei veicoli a motore. E’ la richiesta rivolta al Parlamento Europeo da Transport & Environment, Amici della Terra Italia, e numerose associazioni ambientaliste e di tutela della salute pubblica di 12 Paesi dell’Unione (oltre all’Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Olanda, Danimarca, Spagna, Austria, Ungheria, Polonia, Finlandia, Svezia). L’inquinamento acustico è, dopo quello atmosferico, tra i principali fattori ambientali che hanno un maggiore impatto sulla salute umana. Lo ha confermato nel suo ultimo rapporto l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il problema non riguarda poche persone: sono oltre 200 milioni gli europei (circa uno su tre) esposti a livelli di inquinamento acustico da traffico dannosi per la salute; soprattutto nelle aree urbane ad elevata densità abitativa, questo causa malattie cardiovascolari, disturbi cognitivi (specialmente nei bambini) e disturbi del sonno.

Ridurre il rumore dei trasporti, ad esempio, farebbe diminuire questi rischi: lo ha evidenziato un recente studio, commissionato da Transport & Environment all’istituto di ricerca olandese TNO. Inoltre, l’introduzione di standard più restrittivi sul livello di emissioni sonore dovute ai trasporti ha un rapporto costo/beneficio pari a un fattore 30, con un potenziale risparmio dei costi sociali associati che potrebbe arrivare ad 80 miliardi di euro nel 2030.

Una riduzione di 3 decibel delle emissioni sonore dei veicoli a motore equivale a dimezzare l’inquinamento acustico da traffico su strada, con un impatto positivo sulla salute e la qualità della vita dei cittadini europei, che in larga maggioranza vivono in contesti urbani e in prossimità di strade di scorrimento. Per ottenere tale riduzione si può intervenire direttamente sui veicoli con tecnologie esistenti, spendendo meno rispetto agli interventi di insonorizzazione degli edifici o di installazione di barriere antirumore ai bordi delle strade.

In sede europea la discussione c’è: a dicembre 2011, la Commissione Europea ha inviato al Parlamento e al Consiglio una proposta per una nuova regolamentazione delle emissioni sonore dei veicoli a motore, introducendo standard più restrittivi per auto, furgoni, autobus e veicoli pesanti (autocarri e camion).

La proposta della Commissione prevede una riduzione di 4 decibel per le emissioni sonore delle auto e dei furgoni e di 3 decibel per i veicoli più pesanti, con uno schema di implementazione in  due fasi: la prima, entro 2 anni dall’adozione del regolamento, prevede la riduzione di due decibel per auto e furgoni e di un decibel per i veicoli più pesanti; la seconda fase, 3 anni dopo, impone un’ulteriore riduzione di due decibel per tutte le categorie di veicoli. La proposta prevede, inoltre, una revisione dei nuovi standard delle emissioni sonore due anni dopo l’entrata in vigore del regolamento e l’adozione di un nuovo sistema di misurazione delle emissioni stesse.

In fase di discussione al Parlamento europeo, la proposta della Commissione ha subito numerose modifiche volte a rendere i nuovi limiti di emissioni sonore meno stringenti: lo scorso dicembre, la Commissione Ambiente del Parlamento ha approvato un documento per l’adozione di un regolamento in linea con quello inizialmente proposto Commissione Europea, che prevede standard più restrittivi solo per i veicoli più rumorosi, tra cui gli autobus e le auto sportive di grossa cilindrata, allungandone, però, i tempi di implementazione. Ma l’accordo non si è raggiunto e l’approvazione del regolamento è stata rimessa al voto del Parlamento europeo in sede plenaria, prevista il prossimo 5 febbraio 2013.

Ed ecco l’appello delle associazioni ambientaliste affinché i parlamentari europei votino per approvare un regolamento che preveda limiti di emissioni sonore non superiori a quelli proposti dagli emendamenti della Commissione Ambiente del Parlamento; favorisca una rapida entrata in vigore del regolamento stesso e la sua successiva implementazione.

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