Inquinamento PM10, Associazioni: giusto il provvedimento della Commissione

“Il provvedimento adottato dalla Commissione europea non sorprende nessuno”, commenta così Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia, la decisione della Commissione Ue di deferire il nostro Paese alla Corte di giustizia europea per lo sforamento dei limiti di Pm10.Era annunciato da tempo e l’Italia ha fatto di tutto o quasi per meritarlo. È la conseguenza lineare dell’inazione dei governi succedutisi negli ultimi anni, e della marginalità delle politiche ambientali e sanitarie nel nostro Paese”.

Concorde sull’assoluta inattività dell’Italia contro l’inquinamento è anche il Codacons: “Mentre gli Stati Uniti hanno inflitto a Volkswagen una sanzione da 14,7 miliardi di dollari per lo scandalo delle emissioni falsificate, l’Italia è rimasta a guardare e non ha adottato alcun provvedimento a tutela degli automobilisti, nemmeno sul caso della 500X”, afferma il presidente Carlo Rienzi. “In tal senso il deferimento deciso dalla Commissione Europea è corretto e opportuno, e di fronte all’immobilismo delle nostre istituzioni i proprietari di auto Vw possono difendersi solo aderendo alla class action promossa dal Codacons”.

Ancora peggio sul fronte dell’inquinamento ambientale, emergenza per la quale gli enti locali hanno precise responsabilità. “I sindaci dei comuni che superano i limiti di Pm10 nell’aria vanno indagati per reati contro la salute pubblica e concorso in omicidio colposo, perché le loro omissioni sul fronte smog hanno contribuito a far insorgere malattie respiratorie nella popolazione e determinare migliaia di decessi ogni anno”, conclude Rienzi.

Anche Legambiente appare per niente stupita dalla decisione della Commissione. “L’inefficacia dell’azione, oggi confermata anche dalla valutazione della Commissione europea, non solo mette in pericolo la salute dei cittadini e dell’ambiente, ma ora c’è il rischio concreto di pagare pesanti multe per queste inadempienze”, così Giorgio Zampetti, direttore generale dell’associazione, “Siamo di fronte a sfide che il prossimo Governo deve assolutamente affrontare senza tentennamenti, a partire da un Piano nazionale contro lo smog che fissi subito obiettivi ambiziosi”.

Legambiente, insieme a Cittadini per l’Aria e all’European Environmental Bureau (EEB), aveva già denunciato nei mesi scorsi come le misure antismog sottoposte dal Ministero dell’Ambiente al giudizio dell’Ue non coprivano tutti i settori in cui bisognerebbe intervenire in maniera drastica, con un’applicazione stringente per essere efficaci e risolutive.

E nel frattempo l’emergenza smog non conosce tregua: da gennaio ad oggi sono già tre i capoluoghi di provincia che hanno superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo: a Torino (stazione di rilevamento Rebaudengo) ci sono già stati 51 i giorni di aria off-limits; la centralina di Frosinone scalo ha già contato 40 superamenti; quella di Padova-Arcella (Tu) 38. Prossimi al superamento delle soglie di legge anche le città di Venezia (centralina Tagliamento, 34 superamenti); Asti (Bussano, 31), Milano (Senato, 30) e Lodi (viale Vignati, 30).

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