Piemonte, tracce di cesio 137 nei cinghiali: nessun pericolo per la salute

“I livelli di contaminazione riscontrati non costituiscono un rischio per la salute pubblica in considerazione dei limitati consumi di carne di cinghiale e di selvaggina”. E’ quanto ha dichiarato il ministro della salute Renato Balduzzi in merito al rinvenimento di tracce di cesio 137 su alcuni cinghiali abbattuti in Val di Sesia. La riunione operativa che si è svolta l’8 marzo scorso ha fornito la mappa con le coordinate precise dei luoghi di tutti gli abbattimenti dei cinghiali risultati contaminati. Si tratta di capi abbattuti dai cacciatori tra il 27 settembre 2012 e il 18 novembre 2012. Di ogni animale si conosce l’età e il peso.

Nel corso della riunione i tecnici dell’Arpa e dell’IZS di Torino hanno ribadito che la radioattività è stata riscontrata in 27 capi ed è stata finora confermata dalle analisi dell’Izs di Foggia, Centro di referenza nazionale per la ricerca della radioattività nel settore zootecnico e veterinario, a cui sono stati inviati finora nove campioni.

Nel quadriennio 2006-2010, sono stati sottoposti a esami di ricerca del Cesio 137 latte, formaggi, acqua, terra  e fieno riscontrando livelli non trascurabili di radioattività, anche se ampiamente al di sotto dei limiti di legge, con eccezione dei campioni di terra, che hanno evidenziato picchi elevati a seconda dei punti di prelievo, confermando la contaminazione a “macchia di leopardo” già osservata in altre zone d’Italia al momento dell’incidente di Chernobyl. I valori dei campioni prelevati nel 2011 – solo per latte e formaggi – erano nella norma. Al termine della riunione, si è deciso di procedere al campionamento da parte del NOE di terra ed acqua e da parte del NAS di matrici alimentari (selvaggina, frutti di bosco, funghi, latte e formaggi) da sottoporre ad analisi di laboratorio in Istituti nazionali.

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