Poligono di Quirra, Federconsumatori annuncia class action negli Stati Uniti

Il caso sul Poligono di Quirra, base NATO di sperimentazione militare nella Sardegna sud orientale, assume dimensioni sempre più gravi. Dopo 30 anni di silenzi, la giustizia sta facendo venire a galla alcune verità sul legame tra le attività del Poligono e il disastro ambientale che ha causato diverse morti nella zona. In questi giorni la Procura di Lanusei ha recapitato 20 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, aperte più di un anno fa. I reati contestati: omesse e false informazioni a scapito della salute pubblica e favoreggiamento aggravato, falso ideologico in atto pubblico e disastro ambientale a vari generali, professori universitari, tecnici, fisici e addirittura al primo cittadino di Perdasdefogu.

“Quella di Quirra è la base più grande d’Europa, dove si testano armi e munizioni senza alcuna precauzione o accorgimento nei confronti degli abitanti delle aree limitrofe o dei militari stessi – scrive Federconsumatori in una nota – La Procura ha contestato, infatti, l’assenza di interdizione alla popolazione delle zone interessate da “alta intensità militare”, in particolare ai pastori, mentre i militari non avevano protezione nonostante il persistente e grave disastro ambientale con enorme pericolo chimico e radioattivo. Nella zona militare in cui viene fatto brillare di tutto da 30 anni, decine di pastori, militari e anche animali si sono ammalati e sono morti. Per non parlare dei danni causati indirettamente, anche attraverso le produzioni alimentari locali”.

Federconsumatori si costituirà parte civile nel procedimento penale e lancia una class action negli Stati Uniti, per chiedere conto delle morti alle autorità competenti, visto che si tratta di una base NATO. I cittadini possono rivolgersi alle strutture territoriali di Federconsumatori per ricevere informazioni e aderire all’azione di classe, che non avrà alcun costo per le vittime del disastro.

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