Legambiente Emilia-Romagna: campagna per contenere riscaldamento dei negozi

In occasione della COP24, che si sta tenendo in questi giorni a Katowice (Polonia), Legambiente Emilia Romagna lancia una campagna finalizzata al contenimento dei consumi dovuti al riscaldamento dei negozi, come azione necessaria a contrastare il fenomeno dei Cambiamenti Climatici partendo dalle buone azioni sul territorio.

Servono decisioni rapide e drastiche, per le quali non è più consentito derogare”, sottolinea Legambiente, “cambiamenti nei modelli economici e negli stili di vita che devono partire anche dai territori, compresa l’Emilia-Romagna dove gli effetti del cambio del clima hanno già cominciato a manifestarsi e la cui zona costiera è fortemente a rischio. Il 2017 è stato, per la nostra regione, l’anno più caldo e più siccitoso dal 1961. Un dato che mostra chiaramente come gli effetti del global warming siano ormai evidentissimi anche livello locale, e non solo confinati allo scioglimento dei ghiacciai ai poli”.

Per questi motivi, Legambiente lancia la campagna “Abbasso il riscaldamento locale” che vuole alzare l’attenzione sul corretto utilizzo dei riscaldamenti all’interno di negozi, luoghi pubblici e abitazioni, limitando ogni forma di spreco energetico, premiando i negozianti più virtuosi e dando visibilità alle buone pratiche dei cittadini.

Mantenere la temperatura interna degli edifici entro i 21 °C (19°C in caso di misure emergenziali del Piano Aria regionale) contribuisce”, sottolinea Legambiente, “a risparmiare e migliorare il benessere microclimatico dei locali, a ridurre notevolmente le emissioni di gas serra e quindi contenere l’aumento di temperatura del pianeta, ma anche a ridurre i livelli delle PM10 costantemente sopra i limiti nei capoluoghi del bacino padano”.

Per lanciare la campagna, che durerà fino a marzo 2019, lo scorso sabato, 8 dicembre, i volontari di Legambiente sono stati impegnati a Bologna nel monitoraggio delle temperature e dell’effettiva chiusura delle porte nei negozi delle vie dello shopping sensibilizzando gli stessi commercianti e cittadini.

Su un solo lato di via Indipendenza (una delle vie principali della città) sono segnalati oltre 20 negozi con le porte aperte o addirittura senza porte perché il negozio è stato concepito fin dall’inizio con solo una saracinesca, situazione che riguarda particolarmente le grandi catene. Di contro, sono 15 i negozi con le porte correttamente chiuse che presentavano temperature inferiori o uguali a 21°C tranne in un solo caso (22°).

Legambiente ricorda però che il limite per sabato 8 dicembre, essendo scattate le misure emergenziali antismog, sarebbe dovuto essere di 19°C. I 15 negozianti si sono dimostrati comunque sensibili ai temi ambientali, aderendo volentieri alla campagna e impegnandosi a mantenere monitorata la temperatura.

“Continueremo i monitoraggi anche per i prossimi mesi, nel tentativo di sensibilizzare e migliorare l’attenzione dei negozianti e cittadini nella gestione del microclima dei loro ambienti, quindi dell’ambiente urbano”, conclude Legambiente.

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