Legambiente lancia Puliamo il mondo. Focus sulla Terra dei fuochi

Nella Terra dei fuochi, fra le province di Napoli e Caserta, negli ultimi 5 anni sono stati compiuti ben 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali di rifiuti, pari al 29,2% del totale nazionale, cioè poco meno di un terzo complessivo. Ed è la Terra dei fuochi il simbolo della ventunesima edizione di “Puliamo il mondo”, l’iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai e in programma il 27, 28 e 29 settembre. L’invito di quest’anno: “Diventa protagonista! Diventa il custode del tuo territorio”.

Il week-end green vedrà anche quest’anno tantissimi volontari impegnati per ripulire e recuperare aree degradate e rendere più belle e vivibili le città della Penisola. Luogo simbolo di questa ventunesima edizione sarà la Terra dei fuochi, l’area compresa tra le province di Napoli e Caserta per anni oggetto dei traffici illeciti di rifiuti. Oggi l’intera area vuole riscattarsi e iniziare un cammino di rinascita in nome della legalità e della tutela del territorio e per questo Legambiente ha deciso di lanciare, in questa occasione, la petizione a sostegno di una direttiva per l’introduzione del delitto di ecocidio in Europa aderendo a “End ecocide in Europe”.

“Il protagonismo è il punto di forza di Puliamo il Mondo – ha detto oggi alla presentazione dell’iniziativa Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – Ognuno di noi attraverso semplici ma efficaci azioni può produrre un reale cambiamento preservando e valorizzando la bellezza della Penisola. In questi ventun anni abbiamo ottenuto tanti importanti risultati, coinvolto migliaia di persone e cercato di diffondere l’importanza di uno stile di vita più ecosostenibile, una maggiore tutela del territorio e una corretta gestione dei rifiuti. Ma c’è ancora molto da fare. Quest’anno lanceremo il nostro messaggio dalla Terra dei fuochi, una terra ferita dall’ecomafia. Qui, tra le province di Napoli e  Caserta dal gennaio 2012 all’agosto 2013 sono stati censiti ben 6.034 roghi di rifiuti. Sempre in questi territori negli ultimi 5 anni si sono concentrati 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali, pari al 29,2% del totale nazionale e oltre mille sequestri, il 10% di quelli effettuati in tutta Italia. Dati raccolti nel nostro dossier sul disastro ambientale in Campania che vuole essere un contributo di verità nei confronti dei tanti onesti cittadini campani che vogliono riscattare il proprio territorio e affermare i principi di legalità e trasparenza”.

Anche quest’anno, Ambiente Italia di Rai 3 seguirà la settimana di avvicinamento al week-end di volontariato ambientale con una serie di servizi, mentre domenica 29 settembre trasmetterà la diretta da Succivo (Ce), dalla Terra dei fuochi, dove parteciperà il ministro dell’ambiente Andrea Orlando insieme al direttore generale di Legambiente Rossella Muroni. Ci saranno inoltre collegamenti con Roma e Modena, Napoli, Policastro, Palermo, Porto Recanati, Cagliari, Torino e Pescara.

Non è un caso che la diretta venga realizzata da Succivo, terra di forte contrasti, segnata dalla mano della criminalità organizzata come emerge dal dossier Terra dei Fuochi, radiografia di un ecocidio. I numeri, le responsabilità, le conseguenze sulla salute dei cittadini, e le proposte di Legambiente, presentato questa mattina. Un rapporto che fotografa nel dettaglio l’ecocidio che si sta consumando alla luce del sole tra le province di Napoli e Caserta, dove negli ultimi 5 anni sono stati compiuti ben 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali di rifiuti, pari al 29,2% del totale nazionale, cioè poco meno di un terzo complessivo. Sempre su scala nazionale, s’è registrato quasi il 10% dei sequestri effettuati (1.062), più dell’8% delle infrazioni (2.068) e quasi l’8% delle persone denunciate (2.246). Numeri che confermano l’entità dell’aggressione ambientale subita in dal territorio campano e che si collocano in un contesto regionale che vede la Campania stabilmente in testa nei Rapporti Ecomafia di Legambiente per numeri di reati ambientali. E anche i dati dell’ultimo anno non sono positivi. Dal primo gennaio 2012 al 31 agosto 2013, secondo i dati raccolti dai Vigili del fuoco, i roghi di rifiuti, materiali plastici, scarti di lavorazione del pellame, stracci sono stati ben 6.034, di cui 3.049 in provincia di Napoli e 2.085 in quella di Caserta. Da gennaio ad agosto del 2013 si è registrato, fortunatamente, un calo degli incendi dolosi di rifiuti, che rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono passati da 3.101 a 1.894, con una riduzione del 38,9%. Un primo segnale positivo dell’azione dello Stato, che va decisamente rafforzata.

Oltre al danno ambientale c’è anche quello sanitario. Secondo l’Istituto superiore di sanità, i continui smaltimenti illegali di rifiuti, con dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria, e l’inquinamento già riscontrato di falde idriche, sono in stretta correlazione con l’incremento significativo di diverse patologie tumorali. I picchi maggiori si registrano, infatti, proprio negli 8 comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti: Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castelvolturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villaricca. Nel frattempo numerose inchieste hanno consentito di smascherare alcune tra le principali holding mafiose attive nel ciclo dei rifiuti. Dal 2001 ad oggi sono state ben 33 le inchieste per attività organizzata di traffico illecito di rifiuti condotte dalle procure attive nelle due province (Napoli, Nola, Torre Annunziata e Santa Maria Capua Vetere): più del 15% di quelle svolte in tutto il Paese. I magistrati hanno emesso ben 311 ordinanze di custodia cautelare, con 448 persone denunciate e 116 aziende coinvolte.

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