Legambiente: No all’olio di palma nei motori. 500.000 firme sostengono la petizione

“Basta all’olio di palma nel motore, salviamo le foreste e gli oranghi. Firma la petizione #NotInMyTank su sumofus.org per lanciare un messaggio forte e chiaro alla Commissione Europea”. È questo l’appello che Legambiente rilancia in Italia con #SavePongo nell’ambito della campagna europea #NotInMyTank, che promuove insieme ad una coalizione di associazione ambientaliste, invitando tutti a firmare la petizione sulla piattaforma sumofus.org. Un appello che lancia in vista del 21 gennaio, giorno in cui ci sarà la prima mobilitazione europea con una serie di iniziative in diverse città per sollecitare la Commissione Europea a dire basta all’olio di palma nei motori e ai sussidi previsti per questa pratica. In Italia per quel giorno Legambiente ha organizzato a Roma, ore 10.30 a Piazza Santa Apostoli, un sit-in in contemporanea a quelli che ci saranno a Lisbona, Parigi, Madrid, Berlino, Bruxelles e Praga. E sempre lunedì a Bruxelles i rappresentanti delle associazioni incontreranno il Commissario Europeo per l’Azione Clima e Energia, Miguel Arias Cañete, per chiedere alla Commissione Europea, che si dovrà pronunciare il 1 febbraio, di rispettare gli impegni presi con il Parlamento Ue di far cessare subito i sussidi ambientalmente dannosi e anticipare entro il 2025 la messa al bando dell’olio di palma nei biocarburanti prevista al momento per il 2030.

L’Italia, dopo la Spagna, è il secondo maggiore produttore di biodiesel da olio di palma in tutta Europa: nel 2017, insieme a Spagna e Paesi Bassi, la Penisola ha raffinato l’83% di questo olio vegetale responsabile della deforestazione delle foreste equatoriali e della riduzione di biodiversità. L’ENI, con la bioraffineria a Porto Marghera a Venezia, è oggi il principale cliente italiano dei produttori mondiali di olio di palma.

Occorre tuttavia ricordare che il biodiesel a base di questo olio vegetale, di sostenibile e verde ha ben poco e contribuisce, indirettamente, alla deforestazione e alla messa in pericolo della fauna selvatica.

Legambiente ricorda che con l’espansione delle piantagioni di palme da olio, milioni di ettari di foresta pluviale sono stati infatti stati distrutti per soddisfare la sete europea di olio di palma. E con essi spariscono specie di animali uniche, come gli oranghi, a rischio d’estinzione, che vivono nelle foreste del Borneo, tra Malesia e Indonesia. Ogni giorno, a causa della deforestazione da olio di palma, muoiono 25 orango. Questi primati non hanno più di che nutrirsi e, quando si avvicinano ai frutti delle palme, vengono uccisi. E con loro un gran numero di specie che abitano le foreste del Sud-Est Asiatico. Per questo per la coalizione delle associazioni è urgente intervenire.

Comments are closed.