Libri che ammazzano le foreste, la classifica di Greenpeace

“Alice nel paese delle meraviglie” e “Le Mamme” (Rizzoli), “I tre porcellini” e “Le Macchine” (Dami). Sono queste quelle che Greenpeace ha definito le favole ‘ammazza foreste’. Perché? Secondo l’Associazione ambientalista i due editori che pubblicno queste favole sono colpevoli di distruggere le ultime foreste del pianeta per trasformarle in favole per bambini. “Aumenta ogni anno il numero dei libri di editori italiani, specialmente quelli per bambini, stampati in Cina, dove le due grandi multinazionali indonesiane APP e APRIL hanno il loro maggior mercato per la vendita della carta. Il problema è che queste aziende, APP in particolare, per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all’estinzione le ultime tigri di Sumatra e specie arboree protette dal CITES come il ramino” sostiene Greenpeace che a marzo ha fatto analizzare presso l’Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta undici libri per bambini, stampati in Cina nel 2011, di Giunti Editore (Giunti Kids e Dami) e del Gruppo RCS (Rizzoli e Fabbri).

Cosa è emerso? E’ emerso che  ben quattro degli undici libri analizzati contengono fibre di legno duro tropicale (MTH) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. I quattro titoli sono quelli che vi abbiamo detto prima.

“È inaccettabile che due giganti dell’editoria italiana come RCS Libri e Giunti permettano che i propri libri siano contaminati dalla deforestazione e dall’estinzione di specie protette – denuncia Chiara Campione, responsabile campagna Foreste di Greenpeace Italia – I risultati delle nostre analisi parlano chiaro: queste favole sono il frutto di gravissimi crimini forestali” scrive Greenpeace che non ha certo intenzione di stare a guardare: dal 2010 l’Associazione sollecita RCS e Giunti affinché adottino delle politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero, come hanno già fatto piccoli e grandi editori. Tra questi Feltrinelli, De Agostini, Mondadori e il Gruppo GEMS.

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