Mobilità a zero emissioni: parte il Treno Verde di Legambiente e FS

Lotta ai cambiamenti climatici, riduzione delle automobili in circolazione, potenziamento del trasporto pubblico e nuovo disegno delle città per avere una mobilità sostenibile ed elettrica. Sono i temi al centro della nuova edizione del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che torna sui binari d’Italia con l’obiettivo di avere una “mobilità a zero emissioni”.

L’iniziativa, che ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, è stata inaugurata oggi a Roma. Dodici le tappe del convoglio – si parte da Palermo il 18 febbraio, si arriva a Milano ai primi di aprile – per scommettere sulla mobilità sostenibile, sulla riduzione dell’inquinamento, sul trasporto pubblico elettrico e sulla sharing mobility.

“Abbiamo un’occasione unica per costruire concretamente l’uscita dalla mobilità inquinante, contrastare i cambiamenti climatici, ridurre l’inquinamento locale e rendere più vivibili le nostre città – ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – “Ma servono scelte coraggiose e di sistema che fino ad oggi sono mancate”.

Per Legambiente servono politiche nazionali ambiziose che ancora mancano. “Su questo il governo in carica non sta segnando la necessaria discontinuità col passato come dimostra anche l’ultima legge di bilancio – prosegue Ciafani – Non c’è stato il dirottamento delle risorse economiche destinate tradizionalmente a strade e autostrade verso gli investimenti per le aree urbane per rilanciare la ‘cura del ferro’ del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per i pendolari; abbiamo assistito al balletto dell’ecotassa sulle auto inquinanti, alla fine depotenziata, e constatato l’assenza di incentivi per chi vuole rottamare l’auto inquinante senza acquistarne una nuova per ridurre il parco circolante privato da record, praticare la sharing mobility, o comprare le e-bike e gli altri veicoli elettrici come tricicli e quadricicli al momento esclusi”.

Cittadini e studenti potranno salire a bordo del Treno Verde per visitare la mostra didattica e interattiva, allestita all’interno delle quattro carrozze.

L’Italia è sempre sotto la cappa dello smog e da gennaio di quest’anno sono già 22 le città che hanno superato la metà del bonus di 35 giorni previsto dalla normativa. L’emergenza è già alle porte per Frosinone, Torino e Milano.

Lo smog continua infatti soffocare le città, ricorda Legambiente. Il 2018 è stato un anno da codice rosso, segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea per la qualità dell’aria: in ben 26 capoluoghi di provincia è stato superato il limite dei 35 giorni previsto per le polveri sottili, con la conseguenza diretta, per i cittadini, di aver dovuto respirare aria inquinata per circa due mesi nell’anno. Non va meglio in questo inizio del 2019. In poco più di 40 giorni dall’inizio del nuovo anno già 22 città hanno “consumato” la metà dei 35 giorni oltre i limiti previsti dalla normativa vigente (50 microgrammi a metro cubo come media giornaliera da non superare per più di 35 volte in un anno). Frosinone, Torino e Milano contano già 28 giorni di superamento dei livelli di Pm10 e potrebbero superare il limite annuale di 35 giorni già nelle prossime settimane.

Per informare i cittadini sul problema dell’inquinamento atmosferico, ad accompagnare il viaggio del Treno Verde ci sarà sia uno speciale monitoraggio scientifico per misurare le polveri sottili (PM1, PM2.5 e PM10) e i flussi di traffico nelle città in cui farà tappa il convoglio ambientalista. In ogni città in cui farà tappa il Treno Verde saranno premiate le best practices, che già hanno messo in atto il cambiamento sulla mobilità urbana. Autorità, cittadini, aziende e start up saranno inoltre invitati a firmare il Manifesto per una mobilità a zero emissioni, dieci impegni per cambiare volto alle aree urbane a partire dall’adozione in ogni città di ambiziosi Piani Urbani di Mobilità Sostenibile: spostarsi con il mezzo di trasporto più utile e senza inquinare; promuovere viaggi a piedi; riconquistare zone da togliere alle auto, per ridisegnare lo spazio come bene comune; muoversi con più mezzi e con la sharing mobility per una mobilità socialmente sostenibile e con zero inquinamento.

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