MobilitAria 2018, Kyoto Club: lento miglioramento ma emissioni restano alte

Sulla qualità dell’aria nelle grandi città ci sono timidi segnali di miglioramento, ma il livello delle concentrazioni PM10 e NO2 resta alto. Lo sostiene il rapporto “MobilitAria 2018” curato da Kyoto Club e CNR-IIA e presentato stamattina, durante la conferenza “Cambiamenti climatici, politiche di mobilità e qualità dell’aria nelle grandi città italiane”. Nelle Città metropolitane nel periodo 2006-2016, emerge che per il biossido di Azoto (NO2) si registrano miglioramenti tra il 36% e il 45% a Bari, Bologna, Catania e Reggio Calabria.Si fermano sotto il 20% Firenze, Napoli, Venezia e Palermo. Nei diversi anni presentano comunque superamenti Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Napoli e Catania.

Diminuiscono anche le concentrazioni di Particolato atmosferico (PM10): i principali decrementi si registrano a Torino (-47%), Genova (-37%), Firenze (-36%) e Roma (-35%). Nonostante il calo diffuso delle concentrazioni, i valori di PM10 sono superiori al limite (35 per anno) soprattutto nelle città di Milano, Torino e Venezia.

Per quanto riguarda i valori di PM2,5 le città con riduzioni più vistose sono Bologna (-43%), Napoli (-43%), Roma (-38%) e Cagliari (-36%) mentre rimangono alti i valori a Milano, Torino e Venezia.

Sotto il punto di vista della mobilità urbana, invece, continuano a persistere alcune criticità, testimoniate dall’alto tasso di motorizzazione ancora percepibile in città Cagliari (78%), Reggio Calabria (76%), Catania e Messina (68%) dove l’auto privata resto il mezzo più usato per muoversi.

Per l’uso del Trasporto Pubblico Urbano (TPL) sul podio Milano (38%) e Genova (30%), maglia nera per Catania (5%). A causa dei tagli della Finanziaria del 2010 ai servizi di TPL diminuiscono gli utenti soprattutto al sud: Napoli (-32%), Catania (-17%), Genova (-12%), Roma (-6%). Crescono anche le reti tramviarie e metropolitane in diverse città ma il deficit resta alto.

Il settore della mobilità è uno dei maggiori responsabili per le emissioni di gas climalteranti, con contributi percentuali a due cifre sul totale va monitorato molto più di quanto sia stato fatto finora, sfruttando, nella transizione verso modelli di trasporto sempre più sostenibili, le opportunità win – win che ci vengono offerte dall’innovazione, dalla ricerca e dal sostegno da parte dei cittadini per le alternative ai combustibili fossili”, commenta Catia Bastioli, presidente di Kyoto Club.

Occorrono misure strutturali che portino a un trasporto pubblico più verde”, sostiene Nicola Pirrone, Direttore del CNR-IIA, “una mobilità a basso impatto ambientale con una forte spinta verso i mezzi elettrici o a gas. Bisogna ripensare la governance delle città in modo globale, a 360 gradi, con un progetto di interventi strutturali che miri a decarbonizzare l’economia, e quindi i sistemi di trasporto e di riscaldamento che rappresentano le due maggiori fonti di inquinamento atmosferico per molte città italiane”.

“Occorre legare gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria con la necessità di ridurre i gas climalteranti in accordo con gli impegni di Parigi”, afferma Gianni Silvestrini, Direttore Scientifico di Kyoto Club, “Da questo punto di vista l’Italia deve recuperare un ritardo storico sulla mobilità elettrica, puntando a superare l’obiettivo di 5 milioni di auto elettriche al 2030 indicato nella SEN. A partire dal prossimo decennio si vedranno poi circolare anche i veicoli elettrici a guida autonoma elettrici e in condivisione: un’evoluzione che, se ben indirizzata, consentirà di ridurre il numero delle auto e darà spazio alle biciclette”.

Un commento a “MobilitAria 2018, Kyoto Club: lento miglioramento ma emissioni restano alte”

  1. ERMENEGILDO DI CARNE ha detto:

    Come mai la POLIZIA.I CARABINIERI,LA FINANZA e LA POLIZIA URBANA non esegue più controlli delle emissioni di AUTO CAMION AUTOBUS e TUTTI I MEZZI DI TRASPORTO che circolano spesso con evidenti emissioni di scarico ? Molto spesso le stazioni autorizzate per il rilascio di certificati di REVISIONE sono molto superficiali con “gli amici degli amici.” Non sarebbe il caso di controllare tutto ciò? Probabilmente si ridurrebbe la necessità di bloccare la circolazione .