#Natale2017, ambientalisti: no allo spreco, sì alla sostenibilità

Natale ecosostenibile, si può. Lo ribadiscono da giorni le associazioni ambientaliste, in azione con una missione che unisce difesa dell’ambiente e consapevolezza dei consumi: rendere il Natale più sostenibile, meno sprecone e meno consumista. Dagli addobbi al cenone, dai regali ai trasporti, dallo shopping al più generale spirito natalizio, la parola d’ordine è una: sostenibilità delle scelte di consumo.

Tutto si può fare in modo diverso, dai regali agli addobbi, dal cenone con prodotti di qualità e made in Italy al riciclo creativo che investe pacchi e regali, dallo shopping con i mezzi pubblici alla scelta delle pietanze da portare in tavola. In vista delle feste, ad esempio, il WWF ha lanciato il suo “Natale sostenibile in dieci mosse” attraverso il Dec-Albero, con consigli pratici per ridurre l’impronta ecologica del proprio Natale, tradizionalmente la festa più ad “alto consumo dell’anno”. Si parte dagli addobbi e dalle luminarie per passare al cenone e ai regali. Per il Pianeta, meglio pasti “leggeri”: privilegiare prodotti locali e di stagione e scegliere poca carne – “a parità di apporto calorico la produzione di carne bovina, rispetto a uova prodotti caseari e altre carni,  richiede 28 volte più terra, 11 volte più acqua e 6 volte più fertilizzanti, liberando 5 volte più gas serra”, ricorda il WWF – e poi niente fois gras, caviale, datteri di mare e aragoste. Naturalmente vietate stoviglie e posate usa e getta. In un vero spirito natalizio, “No al Natale sprecone”. “Il cibo non si butta, l’energia non si spreca, i regali solo se utili”, ammonisce il WWF.

Sostenibilità a tavola e nei regali sono le parole d’ordine anche di Greenpeace. “Mettiamo in tavola la sostenibilità. Privilegiamo prodotti provenienti da agricoltura biologica, locali, stagionali e liberi da OGM. Acquistiamo legumi e zafferano dalle terre colpite dal terremoto in Italia centrale, aiutando così questa parte del Paese a ripartire”, dice l’associazione ambientalista, che consiglia di “consumare meno e meglio”. Oltre all’attenzione per il cibo, da sottolineare l’importanza di regali più rispettosi dell’ambiente: abiti senza sostanze chimiche, prodotti di bellezza senza microplastiche. “Acquistiamo meno vestiti – consiglia Greenpeace –  In media, una persona acquista il 60 per cento in più di prodotti d’abbigliamento ogni anno e la loro durata media si è dimezzata rispetto a 15 anni fa, producendo montagne di rifiuti tessili. Scegliamo capi d’abbigliamento che durino nel tempo e possano essere riparati”. Per la cura della persona, prosegue l’associazione, “controlliamo che nei bagnoschiuma o altri prodotti di bellezza o per l’igiene personale che regaliamo non ci siano microsfere di plastica (compaiono tra gli ingredienti alla voce Polietilene o Polipropilene) che vengono inserite per il loro potere abrasivo e poi finiscono per contaminare il mare ed essere ingerite dai pesci che poi arrivano sulla nostra tavola”. Via libera invece alla creatività e all’originalità nella creazione dei regali.  

 

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