Nessun sussidio al carbone, Ambientalisti: sì alle rinnovabili

Dare impulso alle fonti rinnovabili e all’uso efficiente dell’energia e delle risorse, non ai combustibili fossili e alle attività non sostenibili: questa deve essere la prospettiva del decreto del Fare 2 se si vuole puntare a dare un futuro all’energia e all’economia. Ne sono convinte Greenpeace, Legambiente e WWF che chiedono al Governo di non approvare alcun sussidio, palese o surrettizio, ai combustibili fossili, tantomeno al carbone, il più inquinante. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il decreto conterrebbe un sussidio per una centrale a carbone nel Sulcis prelevato dalla bolletta dei consumatori. Anche se si tratta di voci smentite dal Ministero, le Associazioni ambientaliste chiedono maggiori rassicurazioni: “L’Italia deve puntare su efficienza energetica ed energie rinnovabili, comparti nei quali esprime enormi potenzialità, e non consegnarsi mani e piedi alla dipendenza energetica dalle fonti fossili. In tal senso, è necessario che ci si doti di obiettivi concreti, a livello europeo e italiano e che il Governo si impegni concretamente, in sede UE, affinché vengano previsti target di crescita delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, oltre che di contenimento delle emissioni di gas serra, per il 2030. Derive come quello di una centrale a carbone nel Sulcis indicano come obiettivi cogenti su rinnovabili ed efficienza siano essenziali per “aiutare” il Paese a tenere la barra a dritta”.

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