Novara: in città solo shopper compostabili

Al bando i sacchetti in plastica, solo shopper compostabili in città. È la conversione ecologica fatta dal comune di Novara che, primo in Italia, ha emesso un’ordinanza (entrata in vigore ieri) che vieta a tutti gli esercenti di attività commerciali e artigianali del territorio, compresi gli ambulanti, di fornire sacchetti per asporto merci non conformi a quanto deciso dalla legge 28 del 2012.

“L’ordinanza – ha spiegato l’assessore all’ambiente Giulio Rigotti – vieta a tutti gli esercenti di attività commerciali ed artigianali che operano sul territorio comunale, sia a posto fisso che itinerante, di fornire ai consumatori, per l’asporto delle merci acquistate, sacchetti non conformi a quanto disposto dalle legge 28. È consentito agli esercenti l’utilizzo delle scorte entro il 31 dicembre. Il provvedimento ordina a tutti i cittadini di effettuare il conferimento dei rifiuti della frazione organica unicamente utilizzando un sacchetto compostabile. Le sanzioni saranno operative dal 19 novembre”.

Come ricorda Assobioplastiche, la legge 28 del 24 marzo 2012 stabilisce che gli unici sacchetti per asporto merci commercializzabili in Italia sono: quelli biodegradabili e compostabili conformi alla EN 13432, che possono essere conferiti alla raccolta della frazione organica e avviati a compostaggio; quelli riutilizzabili di spessore superiore a 100 micron per usi non alimentari e 200 micron per gli usi alimentari, se con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco; quelli riutilizzabili di spessore superiore a 60 micron per usi non alimentari e 100 micron per usi alimentari se con maniglia interna alla dimensione utile del sacco (i “sacchi a fagiolo”).

A Novara, insomma, si sceglie di passare alla sostenibilità. Come afferma il sindaco Andrea Ballarè, “uno dei nostri obiettivi è l’assunzione delle tematiche ambientali come sistematico metodo di approccio nelle scelte di governo. Vogliamo migliorare le condizioni di vivibilità del territorio riducendo i fattori inquinanti”.

Gli italiani, ha evidenziato una recente ricerca condotta da Ispo per Assobioplastiche, usano sempre più spesso le sporte portate da casa, ma gli shopper fuorilegge non sono del tutto spariti. L’80% dei clienti dei supermercati – rileva la ricerca – ha dichiarato di utilizzare, una volta in cassa, sporte o sacchetti portati con sé da casa (in stoffa, nylon o in plastica rigida e dura riciclabile). Lo stesso studio ha però evidenziato che i sacchetti fuori legge vengono ancora usati nel piccolo commercio e nei mercati, dove al consumatore privo della propria busta vengono spesso proposti sacchetti che si autodefiniscono biodegradabili ma che non sono certificati secondo lo standard richiesto, se non addirittura gli shopper usa e getta in plastica tradizionale.

La decisione dell’amministrazione di Novara trova l’apprezzamento dei senatori Ecodem del Partito democratico. “È una scelta che premia l’innovazione e il rispetto per l’ambiente – affermano i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante – Ben 180 mila tonnellate di CO2 non sono state immesse nell’atmosfera nel corso del 2011 grazie alla rivoluzione tutta italiana dei bioshopper, e ben presto saranno archiviate le 300mila tonnellate di shopper di plastica, pari a 430mila tonnellate di petrolio, con un’emissione di CO2 in atmosfera di circa 200mila tonnellate. La sostituzione dei sacchetti di plastica, da sempre uno degli elementi di maggiore inquinamento del territorio, delle coste e del mare, con sacchetti prodotti da materie prime di origine agricola, potrà dare un grande contributo alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche all’economia del paese, premiando chi ha scommesso sulle potenzialità vincenti della green economy.”

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