Nuova “Legge stadi”, Legambiente: si ritiri la bozza in circolazione

Per quale motivo si deve poter realizzare un impianto sportivo con annesse case e uffici nell’area di esondazione del fiume, alimentando i rischi per le persone, oppure in un area inquinata da bonificare, facendo finta che non esistano pericoli per la salute? Perché consentire di costruire in aree di tutela archeologica o paesaggistica? A porsi queste domande Legambiente che si dice preoccupata per la nuova versione della “Legge stadi” che sta circolando tra corridoi dei Ministeri e aule del Parlamento. Si tratterebbe di un emendamento pericoloso che prevede la possibilità di realizzare gli impianti e ogni tipo di intervento edilizio superando, attraverso il passaggio alla Presidenza del Consiglio, qualsiasi parere contrario di chi è preposto alla “tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità.

L’Associazione ambientalista chiede a Governo e Parlamento di fermarsi: per rendere sicuri gli impianti sportivi serve una procedura seria e trasparente mirata a riqualificare urgentemente le strutture, non un emendamento dettato dalle peggiori lobby”.

 

Un commento a “Nuova “Legge stadi”, Legambiente: si ritiri la bozza in circolazione”

  1. alessandro gaboardi ha detto:

    Giusta protesta. Per risolvere problemi di crisi del settore costruzioni si cerca sempre di introdurre varianti alle leggi che tutelano l’ambiente e la qualità della vita. Meglio sarebbe cambiare, o superare le direttive che riguardano fallimenti industriali al fine di mettere a disposizione milioni di metri quadri di aree industriali spesso ferme da anni.