Piano energia e clima: Italia bocciata. Legambiente: serve più ambizione

“Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC) deve avere l’ambizione di contribuire ad aggredire l’emergenza climatica”. Lo afferma Legambiente che per raggiungere questo obiettivo propone che il testo venga rivisto in un’ottica più ambiziosa, con scelte nette per ridurre le emissioni climalteranti e tener fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi. 

Il fatto che l’European Climate Foundation”, spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente, “abbia bocciato i piani dell’Italia e di molti altri Paesi Ue non è una buona notizia, ad oggi nessuno si avvicina agli obiettivi europei di Parigi. Eppure siamo ancora in tempo per dotarci di un Piano e di una Strategia di lungo termine più ambiziosi ed in linea con la soglia critica di 1.5°C”.

Legambiente ricorda che la bozza attuale del PNIEC trasmessa alla Commissione, sebbene risponda ai requisiti minimi previsti dal regolamento sulla governance per il clima e l’energia, si limita a continuare le misure già esistenti con obiettivi inferiori a quelli europei sia per le emissioni climalteranti che per le rinnovabili, puntando ancora sul gas come fossile di transizione, in sostituzione del carbone. Non a caso si prevede la realizzazione di nuovi gasdotti e rigassificatori, senza tener conto che già oggi la capacità di importazione è largamente sovradimensionata e sprecando così risorse che potrebbero, invece, andare a finanziare l’azione climatica. 

“Eppure il PNIEC”, spiega Mauro Albrizio, Direttore dell’Ufficio Europeo di Legambiente, “rappresenta uno strumento fondamentale della governance energetica e climatica dei prossimi anni. Il recente Rapporto IPCC, sul Riscaldamento Globale di 1.5°C, ha evidenziato la necessità e l’urgenza di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5°C per poter vincere la sfida climatica. Per vincere questa sfida è indispensabile un maggiore impegno da parte dei paesi più ricchi”.

“È in questo contesto che deve essere inserirsi il processo di adozione del PNIEC. La redazione del Piano – conclude Albrizio – deve diventare non solo lo strumento per dare gambe all’azione climatica nazionale, ma anche l’occasione di un confronto informato per innalzare l’ambizione europea in linea con la soglia critica di 1.5°C. Da qui partono le nostre proposte e osservazioni”.

 

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