Piano rifiuti Lazio, dopo bocciatura del Tar Regione annuncia ricorso

Il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso proposto dai Verdi e appoggiato dalla Provincia di Latina, ha annullato il Piano di gestione dei rifiuti del Lazio approvato nel suo testo definitivo nel gennaio 2012. Per i giudici, tra l’altro, la Regione Lazio ha violato le direttive comunitarie. La Regione Lazio ha fatto già sapere che presenterà ricorso al Consiglio di Stato. Come correttamente affermato dalla Commissione Europea – si legge nella sentenza del Tar riportata sul sito di Repubblica.it – per essere conforme alle direttive, il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a ridurne il volume o la natura pericolosa e a facilitarne il trasporto o recupero, abbiano l’effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull’ambiente nonchè i rischi per la salute umana”. Per i giudici, la Regione Lazio ha violato le direttive comunitarie e il cosiddetto “principio di precauzione, che dovrebbe caratterizzare le scelte dell’amministrazione ove si presentino eventuali dubbi o perplessità in ordine alle decisioni da assumere nel caso concreto”. Soffermandosi poi sul tema della ‘transitorietà’ del Piano, per il Tar “è chiaro che il concetto di ‘transitorietà’ non può essere dilatato fino al punto di consentire l’adozione e l’approvazione di un Piano quale quello contestato.

Non ci sta la Regione che a sua ‘difesa’ ha riportato la decisione della Commissione Europea che il 21 giugno scorso ha chiuso la procedura di infrazione affermando come “la valutazione dei piani da parte della Commissione mostra che essi sono in linea con la legislazione europea”. Stupisce, dunque – sostiene la Regione –  che il Tar ritenga quelle stesse norme violate.

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