Pneumatici Fuori Uso, Ecopneus: raccolte e trattate 72 mila tonnellate nel 2011

Dal 7 settembre a fine dicembre 2011 sono state raccolte e trattate oltre 72 mila tonnellate di Pneumatici Fuori Uso (PFU), numero che permette al Consorzio Ecopneus di superare l’obiettivo di gestione di PFU per il 2011, così come richiesto dal Decreto Ministeriale 11 Aprile 2011 N. 82.

Da settembre, infatti, sono diventati trasparenti i contributi ambientali per il recupero di Pneumatici Fuori Uso: hanno sostituito un costo già esistente, garantendo la tracciabilità e la corretta gestione dei PFU attraverso l’indicazione in modo chiaro in fattura, o sullo scontrino fiscale, del contributo ambientale che copre i costi di gestione e recupero dei pneumatici fuori uso.

Ecopneus è una società senza fine di lucro costituita dai principali produttori e importatori di pneumatici operanti in Italia. Le 72 mila tonnellate di PFU raccolte e trattate dall’avvio della nuova normativa si accompagnano ad altri numeri: oltre 20.000 punti di generazione di PFU serviti; 31.000 richieste di prelievo ; 21.500 missioni di automezzi effettuate; 90 imprese di raccolta, di cui 16 main contractor; 70 impianti di frantumazione e valorizzazione. Spiega Ecopneus che “il materiale raccolto è stato avviato a frantumazione e quindi a recupero sia di materia, sia di energia: di ogni passaggio Ecopneus è in grado di assicurare il completo monitoraggio, grazie ad un sistema informatico che in tempo reale garantisce la completa tracciabilità di questi rifiuti fino all’invio agli impianti di recupero”.

“Il risultato che abbiamo raggiunto in pochissimi mesi – ha dichiarato Giovanni Corbetta, Direttore Generale di Ecopneus – dimostra che esiste una parte di Italia che lavora bene e con impegno, che ha a cuore la tutela ambientale del nostro Paese e la salvaguardia della salute di ognuno di noi”.

Ogni anno in Italia, infatti, arrivano a fine vita oltre 380.000 tonnellate di pneumatici: fino ad oggi circa il 20% di questi PFU veniva raccolto ed avviato ad impianti per il recupero del materiale, oltre il 50% finalizzato a recupero energetico e oltre il 25% si immetteva in circuiti non controllati, facendo sì che se ne perdessero le tracce. Grazie al sistema delineato dal D.M. 82/11 – attuativo dall’art. 228 D. Lgs. n.152/06 – si è organizzata una gestione corretta dei PFU, che, se abbandonati, possono rappresentare un danno per l’ambiente e il paesaggio e un grave rischio per le popolazioni.

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