QualEnergia: clima ed efficienza energetica priorità per gli italiani

Quasi l’80% degli italiani è sensibile alla riduzione dell’impatto ambientale e al tema dell’efficienza energetica. Fra i punti cardine della green economy, individuano le energie rinnovabili, le piccole imprese e l’ecoturismo. E sono disposti a impegnarsi in prima persona per ridurre le emissioni climalteranti. Sono alcuni dei risultati del rapporto Lorien Consulting sulle priorità degli italiani presentate al Forum QualEnergia che si conclude oggi a Roma, organizzato da Legambiente, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, da quest’anno in partenariato con Cobat.

Cambiamento, lavoro, sobrietà sono le parole chiave scelte dagli italiani per uscire dalla crisi. Nonostante la crisi, gli italiani sono disposti a sacrifici a patto che si aumentino gli sforzi per la riduzione delle emissioni climalteranti: l’82,7% del campione ritiene che la priorità sia la lotta al riscaldamento globale, mentre il 77,5% è disposto a maggiori tagli per ridurre l’impatto ambientale. Obiettivi per i quali sono pronti a impegnarsi in prima persona: il 45,5% indica come misura principale la riduzione del trasporto privato; segue, con il 40,5%, quella del traffico merci, mentre le rinnovabili guadagnano il bronzo con il 31,9%.

La Green economy rappresenta una reale via d’uscita dalla crisi per una buona parte degli italiani – afferma Luca Biamonte, Direttore delle Relazioni Esterne dell’Editoriale Nuova Ecologia – che mostrano una sensibilità purtroppo estranea a una parte rilevante del mondo politico, impegnato in continui attacchi alle fonti d’energia rinnovabili”. Tra i comportamenti sostenibili rivelati dalla ricerca, alcuni sono di stretta attualità: al primo posto con il 93%, la raccolta differenziata, seguita con il 92,5% dal risparmio energetico. Chiara anche la prospettiva auspicata per la politica industriale: fra automobili e rinnovabili, se ci fosse la possibilità di investire un miliardo di euro, il 76,9% degli intervistati indica le fonti d’energia verdi a fronte del 17,6% favorevole alle quattro ruote.

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