Rifiuti: GDO può fare molto per ridurli

 
Riducendo l’usa e getta si può ridurre la produzione di plastica – secondo la campagna Porta la Sporta, cambiando acquisti e abitudini di consumo ogni persona può evitare di produrre circa 15 kg di plastica l’anno. Ripensando i comportamenti si può evitare lo spreco, come accade se si decide di chiedere e adottare l’uso di un retino in cotone al posto della bustina di plastica usata di solito negli acquisti di frutta e verdura. Molto possono fare i singoli consumatori, molto può fare anche la Grande Distribuzione Organizzata, alla quale Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum hanno inviato una lettera aperta che propone sette azioni per prevenire la produzione dei rifiuti, con un taglio agli imballaggi e la messa in vendita di alternative di consumo a basso impatto ambientale.

L’iniziativa rientra nell’ambito della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, al via sabato 19 novembre fino al 27 novembre. Si tratta di una campagna di comunicazione ambientale che nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni, i consumatori e tutti gli altri stakeholder circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea.

Le richieste avanzate permettono di ridurre la produzione dei rifiuti attraverso una diminuzione degli imballaggi (basti pensare a quelli doppi, come le confezioni di cartone e pellicola allo stesso tempo) e il miglioramento della riciclabilità di materiali e prodotti. Uno dei suggerimenti avanzati alla GDO è ad esempio quello di ridurre drasticamente il consumo di sacchetti monouso nel reparto ortofrutta con l’affiancamento di una soluzione riutilizzabile, quella prevista dall’iniziativa “Mettila in rete”: l’uso di un semplice e “antico” retino in cotone riutilizzabile e lavabile. Un altro intervento è quello di inserire, nell’offerta di spazzoli per denti, almeno un modello con testine intercambiabili e ricariche.

Altro suggerimento è quello di ridurre l’overpackaging dei prodotti di gastronomia  confezionati nei punti vendita: si può fare eliminando, ad esempio, i vassoi usati nel confezionamento dei formaggi quando la pellicola trasparente potrebbe essere già sufficiente. Ai fornitori, va chiesto di eliminare i doppi imballaggi che possono essere evitati, come appunto le confezioni di cartoncino dei prodotti per la cura del corpo, e gli imballaggi secondari, come l’involucro che avvolge la doppia confezione di caffè in offerta – l’offerta, suggeriscono le tre sigle, può essere evidenziata con una grafica diversa sui pacchetti.

Ancora: si potrebbero usare imballaggi riciclabili. E mettere a disposizione un ampio assortimento di prodotti alla spina, specialmente per la detergenza della casa e la cura del corpo. Altro suggerimento fatto alla GDO è quello di “fare una regolare comunicazione per valorizzare le politiche ambientali intraprese. Le iniziative a carattere ambientale che richiedono la partecipazione dei consumatori – spiegano Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum – necessitano di essere accompagnate da una comunicazione a lungo termine che ne promuova l’adozione con il supporto di sistemi premianti. Andrebbero attivati allo scopo tutti gli strumenti di comunicazione e di fidelizzazione che le insegne hanno a disposizione. Dal sito web, alla newsletter, alla comunicazione nel punto vendita tramite cartellonistica e passaggio di spot audio”.

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