Rifiuti, Antitrust: “La concorrenza aiuta l’ambiente”

“Il rapporto tra concorrenza e tutela dell’ambiente è biunivoco: non solo la legislazione ambientale fornisce uno strumento di concorrenza alle imprese ma, allo stesso tempo, l’efficacia di tale legislazione, specie in termini di riduzione dell’inquinamento grazie alla produzione di imballaggi più eco-compatibili, si basa sull’operare di meccanismi concorrenziali. Detto altrimenti, la concorrenza contribuisce a raggiungere gli obiettivi ambientali”. È quanto ha detto il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella.

“Nel campo della gestione dei rifiuti urbani, la concorrenza contribuisce a raggiungere gli obiettivi ambientali“, ha argomentato il presidente dell’Antitrust in audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti, sottolineando la “struttura monopolistica del sistema italiano di assolvimento degli obblighi ambientali di riciclaggio e recupero dei rifiuti di imballaggi, che costituiscono una parte significativa della frazione differenziata dei rifiuti urbani”. Gli obblighi ambientali che derivano dal diritto europeo prevedono l’estensione della responsabilità dei produttori in materia di imballaggi nella fase successiva al loro consumo. Tutto ciò per “fare in modo che essi finanzino il costo dell’inquinamento provocato con l’immissione di tali beni sul mercato”, in base al principio “chi inquina paga”.

“In Italia – ha proseguito il presidente Pitruzzella – questo ruolo è svolto quasi esclusivamente dal sistema Conai”. E perciò l’Autorità ha recentemente concluso un’istruttoria nei confronti di questo consorzio e del Corepla (filiera della plastica) che s’è concluso con l’accettazione di una serie di impegni da parte dei due operatori, “volti a circoscrivere il ruolo di Conai nelle procedure di riconoscimento dei sistemi autonomi e a disciplinare i rapporti economici tra questi ultimi e Corepla nella fase successiva al riconoscimento”. A giudizio dell’Antitrust, si tratta dunque di un assetto caratterizzato da “una scarsissima concorrenzialità tra il sistema Conai e i sistemi alternativi, con un conseguente quasi-monopolio detenuto dal sistema consortile Conai”.  Sono scelte che hanno effetti negativi sulla concorrenza. Per questo l’Antitrust argomenta che ““è necessario che i produttori sostengano effettivamente e interamente gli oneri di gestione dei rifiuti derivanti dal consumo dei loro imballaggi e che i prezzi di questi ultimi riflettano adeguatamente il loro futuro onere di gestione, ovvero la loro maggiore o minore riciclabilità”.

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