Rifiuti: Camera, ok alla commissione ecomafie. Legambiente: ottima notizia

Con 508 voti a favore e nessun contrario, la proposta di legge per l’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha ricevuto il sì unanime della Camera dei Deputati. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e limitazioni dell’autorità giudiziaria. È composta da 15 senatori e 15 deputati, nominati dai Presidenti della Camera di appartenenza in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, comunque assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo esistente in almeno un ramo del Parlamento.

La commissione, che aveva già lavorato nella scorsa legislatura, dovrà, tra l’altro, svolgere indagini sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, sulle organizzazioni coinvolte e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata; individuare le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti tra le diverse regioni del Paese e verso altre nazioni; individuare le specifiche attività illecite connesse al traffico illecito transfrontaliero dei rifiuti con particolare riferimento a quelle concernenti i rifiuti, anche pericolosi, in partenza dai porti marittimi verso destinazioni estere e svolgere indagini, in collaborazione con le autorità di inchiesta degli Stati destinatari dei rifiuti, per individuare attività volte a immettere nel mercato nazionale beni e prodotti, realizzati attraverso processi di riciclo di materie prime secondarie ottenute dai rifiuti, che non rispondono alle caratteristiche merceologiche e sanitarie previste dalla normativa nazionale.

“Il via libera della Camera alla legge per l’istituzione anche in questa Legislatura della commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti è un passo avanti importante nella lotta alle ecomafie“, afferma il vicecapogruppo di Liberi e Uguali alla Camera Rossella Muroni.

Le ecomafie godono di ottima salute, come dimostrano i dati contenuti nell’ultimo rapporto di Legambiente che parla di un fatturato in crescita arrivato a quota 14,1 miliardi, in aumento del 9,4%, dovuto soprattutto alla lievitazione nel ciclo dei rifiuti, nelle filiere agroalimentari e nel racket animale.

Nel 2017 sono state 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali (139,5% in più rispetto al 2016). L’applicazione della legge 68 e l’impennata delle indagini sui traffici illegali di rifiuti sono anche all’origine dell’incremento registrato nel 2017 degli illeciti ambientali.

I reati contro l’ambiente sono stati 30.692 (+18,6% per cento rispetto all’anno precedente, per una media di 84 al giorno, più o meno 3,5 ogni ora). Di pari passo è aumentato il numero di persone denunciate (39.211, con una crescita del 36%) e dei sequestri effettuati (11.027, +51,5%).

Il sì arrivato dall’Aula della Camera rappresenta, davvero, un’ottima notizia. Ora il Senato approvi in tempi rapidi il testo per far in modo che la commissione ecomafie possa ripartire e continuare quel prezioso lavoro di analisi sia sulle attività illecite degli ecocriminali su tutto il territorio nazionale, approfondendo alcuni fenomeni come gli incendi divampati negli impianti di gestione dei rifiuti, sia sulle emergenze rifiuti urbani, speciali e pericolosi, che coinvolgono ancora diverse regioni d’Italia”, commenta il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.

“Chiediamo al Parlamento di istituire anche la commissione d’inchiesta per far luce sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin per archiviare le conclusioni imbarazzanti di quella presieduta dall’avvocato Carlo Taormina”.

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