Sarà operativo dal 15 marzo il Fondo Kyoto: 600 mln per efficienza energetica e rinnovabili

Sarà operativo dal 15 marzo il Fondo Kyoto di 600 milioni di euro presentato ieri, in occasione dell’anniversario del Protocollo di Kyoto. Si tratta, afferma il ministero dell’Ambiente, di un piano che vuole promuovere “investimenti pubblici e privati per l’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale; diffondere piccoli impianti ad alta efficienza per la produzione di elettricità, calore e freddo; impiegare fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia; la gestione sostenibile delle foreste; la promozione di tecnologie innovative nel settore energetico”.

Spiega il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini che i 600 milioni “sono a disposizione tutti e da subito. Stiamo creando un volano che a sua volta dovrebbe trascinare altri investitori. I finanziamenti, a livello regionale, – aggiunge il Ministro – riguardano interventi su installazioni di impianti a micro-trigenerazione diffusa (elettricità – calore – freddo); installazione di impianti da fonti rinnovabili e risparmio energetico. A livello nazionale, sostituzione di motori elettrici industriali, ricerca in tecnologie innovative e gestione forestale sostenibile”.

Il Fondo è un primo passo perché l’Italia “metta il turbo” per entrare nell’economia verde, ha commentato il WWF, sottolineando che il nostro paese è in ritardo nel trasformare il taglio delle emissioni in una reale possibilità di rilancio verde dell’economia. “Se il nostro Paese raggiungerà l’obiettivo del taglio delle emissioni del 6,5%, rispetto ai livelli del 1990, sarà per colpa della crisi economica e non per meriti propri – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia –  Il lancio del Fondo Rotativo per Kyoto, deliberato ben 4 anni e due governi fa, è una buona notizia e va dato atto al ministro dell’Ambiente Clini di averlo finalmente reso operativo. E’ un primo passo, però ora occorre recuperare tanto tempo perso e ‘mettere il turbo’ per adeguarsi alle necessità economiche e ambientali che impongono al nostro Paese, anche nel quadro europeo, di puntare su un’economia decarbonizzata”.

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