Sicilia, Greenpeace a Crocetta: ferma la corsa al petrolio

Greenpeace – insieme a Stoppa la Piattaforma, Apnea Pantelleria e alle associazioni di pescatori, Agci-Agrital Sicilia e LegaCoop Pesca Sicilia, che la scorsa estate si erano opposte con forza alle trivellazioni off-shore – ha inviato una lettera al Presidente, Rosario Crocetta, per chiedere alla Regione Sicilia di intervenire immediatamente per fermare la richiesta della Northern Petroleum di estendere le ricerche petrolifere a un’area di oltre 1.325 chilometri quadri, a poche miglia dal litorale agrigentino. “La Regione Sicilia ha l’opportunità di diventare leader di questa battaglia e fare fronte comune con le altre regioni contro questi nuovi attacchi. È ora di scegliere una governance del mare che tuteli le risorse e favorisca l’economia locale e non gli interessi delle compagnie petrolifere”, afferma Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare, di Greenpeace Italia.

Secondo l’Associazione, infatti, nel corso della Conferenza delle Regioni che si terrà domani, il Presidente deve presentare le sue osservazioni al processo di Valutazione dell’impatto ambientale delle trivelle, ancora in corso, e alla Conferenza delle Regioni deve fare rete con le altre Regioni per scongiurare questo pericolo.

Il caso della Northern Petroleum è esemplare. Lo scorso 27 febbraio 2013, è giunta al   Comune di Sciacca l’integrazione allo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla compagnia petrolifera il 30-11-2011 per i permessi d29 G.R. NP e d30 G.R. NP, per ampliare l’area delle ricerche petrolifere. L’integrazione riguarda non solo l’estensione dell’area d-29 G.R. NP ma la richiesta di riattivare il parere positivo alla VIA per l’area limitrofa d347 C.R.NP, dove si potrebbero iniziare le ricerche petrolifere immediatamente senza aspettare nuova procedura di VIA.

 

Entrambe le concessioni erano state bloccate dal Decreto Prestigiacomo (D.Lgs 128/2010) , che ampliando l’area di rispetto per le perforazioni petrolifere a 12 miglia dalle aree protette, obbligava alla riperimetrazione dell’area d29 e bloccava ogni autorizzazione per l’area d347, completamente interferente con la nuova normativa. Le attività di prospezione petrolifera sono purtroppo state nuovamente “sbloccate” dal Decreto sviluppo della scorsa estate (D.L. 83/2012) successivamente convertito in Legge (L. 134 del 07/08/2012), che reintegra le domande presentate precedentemente al decreto 128/2010.

In questo momento l’autorizzazione a tali progetti è nelle mani del Ministero dell’Ambiente che sta eseguendo la Valutazione di Impatto Ambientale.

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