Stati Generali Green Economy: produrre green contribuisce alla ripresa

Innovare, differenziare, convertire i consumi e la produzione in direzione “green” potrebbe contribuire alla ripresa economica, creando investimenti e nuova occupazione: lo pensa il 90% di un campione di imprenditori chiamati a rispondere su alcuni temi strategici dell’economia verde. I risultati dell’indagine – che ha coinvolto 437 imprenditori attivi nella green economy – sono stati presentati durante il lancio degli Stati Generali della Green Economy, giunti alla terza edizione, che si svolgeranno il 5 e 6 novembre a Ecomondo-Key Energy e Cooperambiente a Rimini Fiera sul tema “Lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana”. Parteciperanno istituzioni, imprese, organizzazioni di imprese, mondo della ricerca e associazioni. Sostiene il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Gli Stati Generali della Green Economy sono il motore della conversione culturale, e quindi politica ed economica, che sta ponendo l’economia sostenibile al centro del progetto-paese. I dati parlano chiaro: in anni di crisi gravissima, cresce, e vigorosamente, nel nostro paese un solo comparto, quello della green economy. È cresciuto il volume d’affari ed è cresciuta soprattutto l’occupazione. Il Governo sostiene questa “rivoluzione ambientale” e vede negli “Stati Generali” il laboratorio privilegiato del cambiamento”.

L’indagine sugli orientamenti degli imprenditori della green economy è stata fatta fra aprile e maggio 2014 dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Consiglio Nazionale della Green Economy. Al sondaggio hanno risposto 437 imprenditori che gestiscono imprese per un totale di 64.573 dipendenti e con un fatturato complessivo di 15 miliardi e 956 milioni. “Nel panorama italiano – ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – un gruppo esteso di imprenditori si caratterizza per un nuovo orientamento, chiaramente green, e comincia a operare nella stessa direzione sulla base di idee e convinzioni condivise”.

L’indagine si è articolata su otto temi chiave. Rispetto al rapporto fra imprese e green economy, ad esempio, il 95% degli intervistati dichiara che un’impresa green deve produrre con processi produttivi di elevata qualità; il 94% dichiara che un’impresa tradizionale può avviarsi verso una green economy se realizza un serio programma di interventi e di investimenti; per il 97% degli intervistati sono fondamentali i valori e la visione di chi guida un’impresa green. La visione complessiva dell’economia evidenzia che la sua finalità, per il 94% degli imprenditori intervistati, deve essere quella di assicurare un benessere duraturo e inclusivo; il 98% è d’accordo nell’affermare che l’economia deve puntare sul risparmio e l’uso sempre più efficiente dell’energia e delle risorse naturali; il 95% dichiara che, tra le finalità dell’economia, dovrebbero esserci quelle di conservare il capitale naturale e assicurare l’ecosistema per avere un futuro.

La green economy come via d’uscita dalla crisi economica. Se ne parla spesso, e intervistati proprio sulla crisi il 92% degli imprenditori afferma che la crisi è profonda e sollecita cambiamenti perché le vecchie strade non sono più sufficienti per riaprire prospettive durature di sviluppo; per il 97% la crisi è aggravata dagli sprechi nella spesa pubblica, dalla corruzione e dall’inefficienza della politica; il 90% afferma che innovare, differenziare, convertire produzioni e consumi in direzione green potrebbe contribuire in modo significativo ad alimentare una ripresa economica, con nuovi investimenti e nuova occupazione; l’Italia può uscire meglio dalla lunga recessione se trova la capacità di valorizzare la sua vocazione alla qualità e alla bellezza, secondo il 94% degli intervistati.

Gli intervistati si sono poi espressi sulle politiche ambientali necessarie (la richiesta è quella di una rivoluzione energetica basata sul risparmio, sulle rinnovabili, sull’uso efficiente dei materiali, unita alla tutela del territorio), sugli obiettivi dell’impresa, sulle priorità delle politiche pubbliche – sono considerate necessarie norme più semplici e chiare, lotta alla corruzione e alla criminalità, valorizzazione di una “green economy italiana” basata sul territorio, sulle risorse naturali e culturali, su qualità e bellezza.

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