Stati generali Green Economy: città, cantiere green ancora in evoluzione

Le città italiane sono in ritardo sulla strada green. Nonostante alcune punte di eccellenza, come negli interventi di efficienza energetica e nella manutenzione degli edifici, esistono ancora molte zone d’ombra nell’abusivismo edilizio, nel consumo di suolo, nella scarsa attenzione e promozione del verde pubblico, nella mobilità “insostenibile”. Nella seconda parte della giornata inaugurale degli Stati generali della Green Economy si è discusso il focus sulle città per individuare la strada green che queste dovrebbero intraprendere al fine di diventare laboratori di green economy.

Perché cominciare proprio dalle città?”, chiede Fabrizio Tucci, Coordinatore del GdL nazionale degli Esperti del Green City Network, “4 miliardi di abitanti su 7 vivono nelle città. Esse producono l’85% del PIL mondiale; erodono il 75% delle risorse; più dell’80% dei suoli sono sigillati in modo impermeabile ed infine perdono il 40% dell’acqua prima di essere utilizzata. Questi sono solo alcuni dei numeri che rendono quanto mai necessario ed impellente, intervenire”.

Per fare qualche esempio, si possono prendere in considerazione parametri come l’abusivismo edilizio, il verde pubblico, lo smog e l’inquinamento che rendono il panorama urbano un ambiente a rischio rispetto ad un buon livello di qualità della vita.

L’abusivismo edilizio è ancora dilagante in diverse città italiane, con un aumentato dal 2005 e il 2015 da 11,9 a 19,4, nel 2017. In particolare al Sud e nelle Isole resta molto alto: nel 2017, ha raggiunto il valore di circa il 50% (ogni due abitazioni legali se ne costruisce una abusiva) a fronte del 5,5% nel Nord-Est.

Anche il verde pubblico non sembra avere prestazioni eccellenti, pur con alcune importanti eccezioni: valori bassi, intorno al 5%, si riscontrano in ben 96 dei 119 Comuni capoluogo di provincia. Tra il 2011 e il 2016 lo scenario risulta essere nel complesso negativo, con una diminuzione delle aree a verde pubblico.

Nel 2017 solo in 8 città capoluogo italiane gli spostamenti con il trasporto pubblico, a piedi e in bicicletta superano il 50% (Bolzano, Bologna, Ferrara, Firenze, Milano, Pisa, Torino e Venezia). A livello europeo Roma è la città con la maggiore percentuale di spostamenti fatti con mezzi privati (ben il 65%) a fronte del 15,80% di Parigi, il 26% di Madrid, il 30% di Berlino e il 37% di Londra.

E l’inquinamento continua a mietere vittime. L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di decessi prematuri per l’inquinamento dell’aria: nel 2016 il valore limite europeo per il PM10 è stato superato in 33 aree urbane, per la gran parte localizzate al Nord, e l’82% della popolazione risulta esposta a livelli medi annuali superiori al valore guida per il PM10 (20 μg/m³) indicati dall’OMS.

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