Tares, Anci: serve da aprile, altrimenti emergenza rifiuti

Se i Comuni non riscuoteranno l’acconto Tares da aprile “mezza Italia si troverà con i rifiuti in strada”. Il pagamento della prima maxi rata sui rifiuti è slittato da aprile a luglio – periodo in cui peraltro si concentreranno diverse scadenze fiscali compreso il pagamento dell’Imu, per un esborso complessivo che la CGIA di Mestre stima in 3,7 miliardi di euro – ma il posticipo del pagamento della Tares rischia di avere conseguenze pesantissime per i Comuni. A lanciare l’allarme è l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).

“Più che di rischio paralisi possiamo parlare ormai di una certezza, mezza Italia si troverà con i rifiuti  in strada se non interverrà  nell’immediato un provvedimento di urgenza che permetta ai Comuni di riscuotere l’acconto Tares da aprile, così come consuetudine”: è quanto ha detto il delegato alle politiche dell’energia e dei rifiuti dell’Anci Filippo Bernocchi a seguito di un incontro con una delegazione di aziende del settore.

All’inizio per la Tares era previsto il versamento in 4 rate: a gennaio, ad aprile, a luglio e ad ottobre, dando comunque la facoltà a ciascuna Amministrazione comunale di variare le scadenze e il numero delle rate. Le ultime modifiche legislative approvate dal Parlamento hanno invece stabilito che il versamento della prima rata dovrà avvenire non prima del mese di luglio.

“Non si comprende come sia stato possibile, se non per demagogia, operare la proroga della riscossione di un tributo che serve interamente per pagare i costi del servizio rifiuti – continua Bernocchi – riscossione che in luglio, oltretutto, andrà a coincidere con diverse altre scadenze tributarie. Ci appelliamo al  governo uscente e al buon senso della politica, se ne è ancora rimasto – conclude Bernocchi – per un intervento  risolutivo che scongiuri l’emergenza che potrà dilagare nelle prossime settimane”.

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