Terra dei Fuochi, Legambiente e Forestale: bonificare siti inquinati

La Campania deve ritornare Terra Felix e per farlo bisogna puntare sulla tutela della salute, sulla bonifica dei siti inquinati, sul rilancio dell’agricoltura, sul controllo del territorio e sul ripristino della legalità, contro le attività criminali che hanno riempito di rifiuti tossici la Terra dei Fuochi. In 22 anni sono stati smaltiti, fra la provincia di Napoli e Caserta, oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. Parte da Castel Volturno la sfida di Legambiente e Corpo Forestale per rilanciare la Terra dei Fuochi.

In 22 anni, più di 410mila camion carichi di rifiuti hanno attraversato mezza Italia terminando il loro tragitto nelle campagne del napoletano e nelle discariche abusive del casertano. “Soltanto l’inerzia diffusa delle istituzioni, la “disattenzione” di chi doveva controllare, e una fitta rete di collusioni e omertà possono aver consentito “l’invisibilità” di una colonna di decine di migliaia di tir – denuncia Legambiente – Dal gennaio 2012 all’agosto 2013 sono stati, inoltre, censiti ben 6.034 roghi di rifiuti e negli ultimi 5 anni si sono concentrati 205 arresti per traffici e smaltimenti illegali, pari al 29,2% del totale nazionale e oltre mille sequestri, il 10% di quelli effettuati in tutta Italia”.

A fare il punto della situazione, proprio all’indomani del monitoraggio fatto dal Mipaaf che individua come a rischio per la sicurezza agroalimentare solo il 2% del territorio, fermando la vendita dei prodotti dai suoli a rischio, sono Legambiente e Forestale nell’ambito del convegno  “Oltre la Terra dei Fuochi per una Campania Terra Felix”, organizzato a Castel Volturno (Ce): un’occasione per chiedere la bonifica dei siti inquinati e il ripristino della legalità. Afferma Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente: “È fondamentale rinnovare con vigore il contrasto alle illegalità e spingere per un’adeguata legislazione ambientale che permetta alle forze dell’ordine e alla magistratura di prevenire e reprimere in maniera più efficace la criminalità ambientale, causa principale di disastri ambientali e sanitari che sfregiano tutta l’Italia. L’approvazione alla Camera del disegno di legge sull’inserimento dei reati ambientali nel codice penale rappresenta una riforma di civiltà per l’Italia e un primo passo importante per colpire con pene adeguate gli ecomafiosi e chi specula sull’ambiente. Ci auguriamo che il testo venga approvato in tempi brevi al Senato per imprimere quel cambiamento decisivo nella lotta contro gli ecomafiosi, i ladri del futuro, e fare in modo che sia archiviata finalmente la triste stagione della Terra dei fuochi”.

Uno dei punti critici è rappresentato dal fatto che in Campania le bonifiche sono ancora arretrate: su 2 mila siti contaminati individuati nell’area dell’ex SIN Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano, per oltre il 70% non è stata svolta nessuna attività di bonifica. Per fronteggiare questi ritardi, Legambiente propone la creazione di un Fondo Nazionale, simile al Superfund americano attivato nel 1980 e finanziato dalle industrie produttrici di rifiuti speciali e pericolosi. “Il settore delle bonifiche, fondamentale per risanare i siti inquinati, è però un settore a forte rischio di illegalità e infiltrazione mafiosa – ha spiegato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – L’indagine del Dda di Napoli di questi giorni, relativa alle infiltrazioni criminali nella realizzazione della discarica napoletana di Chiaiano, ha infatti dimostrato come la camorra si muova ormai agilmente tra appalti, gestione e smaltimento illegale dei rifiuti facendo affari d’oro grazie anche a quel patto scellerato tra logge massoniche e politici corrotti. Per evitare tutto ciò servono severi controlli e uno Stato più presente, che deve recuperare la credibilità di fronte agli occhi dei cittadini. Di certo il report sulle aree contaminate tra Napoli e Caserta, presentato nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, rappresenta un primo passo importante, ma sarà necessario un rigoroso approfondimento sia dal punto di vista analitico che geografico”.

Naturalmente uno dei rischi diretti è rappresentato dalle minacce alla salute: secondo l’Istituto superiore di sanità, lo smaltimento illegale dei rifiuti, la dispersione delle sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria, l’inquinamento delle falde idriche sono in stretta correlazione con l’incremento di diverse patologie tumorali. I picchi maggiori si registrano, infatti, proprio negli 8 comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti, censite nell’ambito dello studio “Sentieri”: Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castel Volturno, Giugliano in Campania, Marcianise e Villaricca. Per affrontare l’emergenza salute della Terra dei fuochi, per Legambiente è necessario avviare in tempi rapidi il Registro Tumori della Regione Campania, individuare un piano sanitario pubblico specifico per le zone colpite dagli sversamenti e dichiarate ad alto rischio di tumori, anche al fine di informare la popolazione su precauzioni da osservare.

Altro tema da affrontare è il ripristino della legalità e della trasparenza. Al posto dell’intervento dell’Esercito, nella Terra dei Fuochi – afferma Legambiente – bisogna rafforzare il più rapidamente possibile tutte le attività di controllo e di intelligence, le attività di prevenzione e repressione dei traffici illegali e dei roghi di rifiuti, mettendo sempre più magistrati nelle condizioni di indagare e fare il proprio lavoro. Basti pensare che dal 1991 al 2013 sono state censite ben 82 inchieste per traffico di rifiuti, un traffico di veleni partito da ogni parte d’Italia per seppellire i vari rifiuti direttamente nelle discariche legali e illegali della Terra dei Fuochi, gestite dalla criminalità organizzata casertana e napoletana. Inchieste concluse con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce, coinvolgendo ben 443 aziende: la stragrande maggioranza di queste ultime con sede sociale al centro e al nord Italia.

Sono dunque cinque le proposte lanciate all’Esecutivo per avere una Terra Felix: che venga rafforzata l’attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali di smaltimento dei rifiuti nell’area campana; che venga predisposta una specifica attività di mappatura dei siti inquinati e di campionamento dei prodotti alimentari provenienti da queste aree, a tutela della salute e dell’agricoltura di qualità in Campania; che venga re-istituito il sito di interesse nazionale (SIN) Litorale Domitio Flegreo e Agro Aversano che comprende anche la “Terra dei fuochi” e definite le risorse e le modalità di intervento per la bonifica; che venga accelerato l’iter legislativo finalizzato all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice Penale, affinché si arrivi in tempi brevi all’approvazione definitiva del disegno di legge che ora approda al Senato; che si approvi la proposta di direttiva dell’Unione Europea che istituisce il reato di ecocidio.

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