Trivelle, Mattarella ha firmato il decreto: il referendum si fa il 17 aprile

Il referendum sulle trivelle si farà il prossimo 17 aprile. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti firmato il decreto sulle norme in materia ambientale che indice il referendum popolare proprio per quella data. Niente Election Day, dunque, come richiesto da un ampio cartello di associazioni, niente accorpamento del referendum con le elezioni amministrative. Tanta la delusione degli ambientalisti. Greenpeace accusa il Governo: uno spreco di risorse pubbliche, si ostacola il diritto all’informazione e al voto.

trivelleSecondo quanto fa sapere l’Ansa, la firma “è avvenuta in base al decreto 98 del 2011 (sull’election day) che prevede la possibilità di abbinare referendum tra loro o elezioni di diverso grado tra loro ma non l’abbinamento di elezioni con referendum. Tant’è che per l’unico precedente di abbinamento referendum- elezioni, nel 2009, è servita una apposita legge ( 28/4 numero 40)”.

La delusione degli ambientalisti è tanta. Greenpeace da parte sua chiama in causa direttamente la responsabilità del Governo in una decisione che per gli ambientalisti impedisce di risparmiare, impedisce di fare un’adeguata campagna elettorale e si risolve in un tentativo di non arrivare al quorum referendario.

Per l’associazione “lo spreco gratuito di risorse pubbliche – che sarebbe stato possibile risparmiare con l’Election Day – coincide in questo caso con una sottrazione di democrazia ingiustificabile. La durata della campagna elettorale risulta compressa al limite della legge: è possibile, ad esempio, che non vi siano i tempi tecnici per garantire almeno i 45 giorni previsti dalla legge sulla par condicio”. L’accusa è rivolta direttamente al presidente del Consiglio: per Greenpeace “Renzi ostacola apertamente il diritto degli italiani a informarsi e a esprimersi consapevolmente il giorno del voto. E lo fa a loro spese, sprecando tra i 350 e i 400 milioni di euro di soldi pubblici. Tutto per scongiurare il quorum elettorale, svilire l’istituto referendario, avvantaggiare i petrolier”. Dice Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace: “Renzi, pur di fare cassa, aveva esordito vendendo auto blu su eBay. Ancora prima il PD, sempre per risparmiare risorse, aveva giustamente fatto pressione su Berlusconi per accorpare i referendum con le amministrative nel 2011. Oggi hanno cambiato verso. Fanno esattamente quanto fece il loro storico avversario, nel tentativo evidente di ridurre la partecipazione al voto. Il fatto è che la maggioranza degli italiani è contraria alle trivelle e Renzi lo sa bene”.

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