Ue: gestione rifiuti, discariche e inceneritori battono riciclaggio e compostaggio

I 27 Paesi Ue presentano una situazione molto variegata per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Nei Paesi ultimi entrati nell’Unione (Romania e Bulgaria) si ricorre ancora molto alla discarica, mentre in Paesi come Germania e Belgio questa metodologia è quasi scomparsa. Grosse differenze anche su incenerimento e riciclaggio. Benino l’Italia, ma circa la metà dei rifiuti finisce ancora in discarica.

Discariche. Quasi la totalità per Romania e Bulgaria. Bene Belgio, Danimarca, Germania, Austria, Svezia e Paesi Bassi. I primi due Paesi, ultimi entrati nell’Unione europea (2007) trattano quasi la totalità dei propri rifiuti in discarica (99 e 100%) secondo dati Eurostat del 27 marzo 2012. I sei Stati più avanzati in materia, invece, conferiscono in discarica meno del 3% dei rifiuti urbani. Per quanto riguarda l’Italia la percentuale è del 51%. Gli scores negativi dei Paesi dell’Est, insieme a Grecia (82%), Slovacchia (81%), Estonia (77%) ed altri Paesi, renderà difficile se non impossibile per l’Ue centrare l’obiettivo del meno 50% dei rifiuti in discarica entro il 2020.

Italia, metà in discarica il resto incenerito o riciclato. In Italia finisce in discarica il 51 per cento di rifiuti. Il riciclaggio si attesta al 15%, il 21% viene incenerito e il 13 finisce in compostaggio. Proprio in Italia si trova molto probabilmente la discarica più grande d’Europa, Malagrotta in provincia di Roma, (240 ettari) con 4500-5000 tonnellate di rifiuti scaricati ogni giorno, 330 tonnellate di fanghi e scarti di discarica prodotti ogni anno. Tuttavia i dati Eurostat prendono in considerazione solo le discariche legali. Secondo l’ultimo rapporto “Ecomafie” presentato la settimana scorsa dall’Agenzia regionale per l’ambiente della Puglia (Arpa), solo nel tavoliere ci sarebbero ben “1.692 discariche abusive, un totale di 11.000 chilometri quadrati di superficie e un volume di rifiuti abbandonati pari a due milioni e 263mila metri cubi”.

Divieti, imposte e responsabilità produttori. Nella relazione pubblicata ieri dalla Commissione europea vengono individuate tre metodologie per migliorare la gestione dei rifiuti alla luce dell’esperienza maturata negli Stati membri: imposte e/o divieti sulle discariche e sull’incenerimento: le percentuali di conferimento in discarica e di incenerimento sono scese nei Paesi in cui imposte o divieti hanno innalzato i costi di tali operazioni; i sistemi di “paga quanto butti” si sono rivelati molto efficienti nel prevenire la produzione di rifiuti ed incoraggiare i cittadini a partecipare alla raccolta differenziata; i meccanismi di responsabilizzazione dei produttori hanno consentito a vari Stati membri di raccogliere e ridistribuire i fondi necessari a migliorare la raccolta differenziata e il riciclaggio. Tuttavia, date le grandi divergenze riscontrate fra Stati membri e fra flussi di rifiuti in termini di efficienza rispetto ai costi e di trasparenza, questi programmi presuppongono una pianificazione accurata ed un monitoraggio attento.

I rifiuti sono un buon affare. La Commissione europea esorta gli Stati membri ad attuare in modo più efficace la normativa sui rifiuti vigente. Nel 2008 il settore della gestione dei rifiuti e del riciclaggio nell’UE ha realizzato un fatturato di 145 miliardi di euro per un totale di circa 2 milioni di posti di lavoro. La piena attuazione della politica dell’Unione sui rifiuti potrebbe creare altri 400mila posti di lavoro nell’Ue, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore. Secondo Bruxelles, migliorando la gestione dei rifiuti si contribuirebbe al conseguimento di vari obiettivi e traguardi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Riciclaggio e incenerimento, le due facce dell’anti discarica. Alcuni dei Paesi con i più bassi indici di ricorso alla discarica, presentano un alto ricorso sia al riciclaggio che all’incenerimento. È il caso dei Paesi Bassi, con 0% di discariche, 39% di riciclaggio, 33% di incenerimento e 28% di compostaggio. E poi ancora la Germania, con 0% di discariche, 38% di riciclaggio, 45% di incenerimento e 17% di compostaggio.

“I rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via”. Lo ha detto Janez Potočnik, Commissario Ue all’ambiente, che ha poi aggiunto: «Con una gestione oculata è possibile reiniettarne il valore nell’economia. In sei Stati membri uno smaltimento in discarica pari praticamente a zero si associa oggi a percentuali di riciclo elevate. In tal modo questi Stati non soltanto sfruttano il valore dei rifiuti, ma hanno contestualmente creato anche industrie fiorenti e numerosi posti di lavoro”. Secondo il Commissario “la relazione illustra come ci sono riusciti: aumentando l’attrattiva economica della prevenzione, del riutilizzo e del riciclaggio mediante strumenti economici selezionati. Condividiamo oggi con gli Stati membri e gli enti locali la responsabilità comune di far sì che tali strumenti siano usati efficacemente e diffusi in tutta l’UE. È questo uno degli obiettivi centrali della Tabella di marcia verso l’impiego efficiente delle risorse”.

di Alessio Pisanò

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