Vent’anni di Ecosistema urbano, Legambiente: mobilità ‘al palo’

Città fortemente indietro sul fronte della mobilità alternativa, che faticano a mettersi in gioco per trasformarsi in centri urbani ecosostenibili. E’ questo il quadro che merge dalla ventesima edizione di Ecosistema urbano, la ricerca con la quale Legambiente insieme ad Ambiente Italia e con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore fotografa le città d’Italia analizzando le eco-performance dei comuni capoluoghi di provincia sulla base dei dati raccolti attraverso un questionario specifico. Per valutare la velocità o la lentezza del cambiamento dei centri urbani, il rapporto sul ventennale di Ecosistema Urbano ha confrontato i dati 2003-2011 delle 15 città italiane (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona) con più di 200mila abitanti e che insieme hanno una popolazione pari a un sesto di quella complessiva del Paese.

Se per la capacità di depurare i reflui (passata dal 70% medio del 1993 al il 90% del 2011) e la raccolta differenziata (passata dal 4,4% medio del 1993 al 37,9% del 2011) si può parlare di ‘leggeri progressi’ non può dirsi altrettanto per la mobilità alternativa e il trasporto pubblico che rappresentano delle vere e proprie emergenze. I dati che emergono indicano un sistema di trasporto pubblico “al palo”, fermo e in grave crisi. I miglioramenti registrati in questi anni sono stati minimi, e l’auto privata resta il mezzo preferito dagli italiani per spostarsi nei centri urbani. Tra le grandi città, se Roma nel 2003 vantava 499 viaggi per abitante all’anno, oggi è arrivata appena a 519 viaggi/ab./anno, così come Milano che da 404 viaggi/ab./anno del 2003, si attesta oggi a 456 viaggi/ab./anno. Colpisce il calo di Catania, Palermo e Trieste, bene invece Firenze e Padova. Minimi miglioramenti si registrano tra le medie città. Ad esempio Trento nel 2011 registra solo 182 viaggi/ab./anno, nel 2003 ne vantava 153 viaggi per abitante all’anno. Tra le piccole città, Siena, che dal 2003 è prima nella classifica di Ecosistema Urbano nel settore dei trasporti pubblici, ha addirittura registrato un calo medio passando dai 238 viaggi per abitante all’anno (2003) ai 212 viaggi procapite all’anno (2011). Nel complesso l’auto resta dunque il mezzo di trasporto più amato dai cittadini e il tasso di motorizzazione è rimasto stabile nel tempo: nei capoluoghi di provincia è di 63,8 auto ogni 100 abitanti nel 2011 (E.U. XIX ed.). Era di 60 auto ogni 100 abitanti nel 1993 e 62 nel 2003 (E.U 2005).

Il discorso non migliora se si passa alle isole pedonali e alle piste ciclabili. Se nel 2003 erano 85 i capoluoghi che adottavano le isoli pedonali e avevano un’estensione media di 0,20 metri quadrati per abitante, oggi ad averne istituita almeno una sono 98 capoluoghi esaminati su 104 mentre l’estensione è cresciuta di poco, 0,34 metri quadrati per abitante. Per quanto riguarda le piste ciclabili nonostante il trend di crescita degli ultimi anni, le città italiane rimangono ancora indietro rispetto alle capitali europee: basti pensare che tre sole città europee (Helsinki con 1.500 km, Stoccolma e Hannover con 750 ciascuna) eguagliano i 104 capoluoghi italiani. Tra le quindici città prese in esame da segnalare la crescita di Milano, Torino e Padova.

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