Verso le elezioni, associazioni: gestire il rischio idrogeologico sia priorità

Gestire il rischio idrogeologico deve essere una priorità. E tre impegni vanno attuati dall’inizio della legislatura: semplificazione normativa, nuove risorse economiche, un nuovo approccio tecnico scientifico. “Tre impegni concreti per la mitigazione del rischio idrogeologico da mettere in campo fin dai primi giorni di governo”: è questa la richiesta indirizzata ai candidati premier da un’alleanza di associazioni ambientaliste e di categoria, promotrice nei giorni scorsi di una conferenza nazionale sul rischio idrogeologico.

“Riteniamo necessario affrontare la questione sotto tre aspetti prioritari – scrivono i firmatari della coalizione nella lettera aperta ai candidati premier diffusa oggi – la semplificazione normativa per il governo e la manutenzione del territorio, il reperimento e la continuità delle risorse economiche e un nuovo approccio tecnico scientifico al problema, adeguato alle novità e ai cambiamenti in atto. Le scriviamo – aggiungono – convinti che mettere in condizione il paese e le popolazioni di gestire il rischio idrogeologico debba essere una priorità nel suo programma di governo, e che questo non produrrà solo sicurezza e un risparmio certo di risorse, ma anche un’ottima occasione di rilancio economico e occupazionale nei territori”.

Fra gli impegni considerati urgenti, c’è la necessità di garantire risorse adeguate, ripristinando i meccanismi previsti in passato. Il 2010 infatti è stato l’ultimo anno che ha visto l’inserimento in Finanziaria di risorse destinate alla mitigazione del rischio idrogeologico  e dal 2003 lo Stato non finanzia più la manutenzione dei bacini idrografici. Per la coalizione, serve dunque “un approccio che superi la logica di emergenza che ha caratterizzato questi ultimi dieci anni, mettendo in campo una politica integrata che coinvolga tutti i soggetti interessati per passare dalla logica della riparazione a quella della prevenzione, con indubitabili positive conseguenze anche sul piano economico”.

La lettera è firmata da un ampio ventaglio di associazioni, che comprende Legambiente, Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionale degli architetti, Consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, Consiglio nazionale degli ingegneri, Consiglio nazionale dei geometri, Inu, Ance, Anbi, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Aiab, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo183, Arcicaccia.

Comments are closed.