Verso Rio+20, ambientalisti scrivono a Monti: all’Italia serve green economy

All’Italia serve un’economia verde, un sistema economico a bassa emissione di carbonio che migliori benessere ed equità sociale e riduca allo stesso tempo i rischi ambientali. Da un lato c’è la crisi economica. Dall’altro c’è il conto alla rovescia per il summit internazionale Rio+20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile che si svolgerà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno prossimo. E per l’Italia “serve un sistema economico low carbon, in grado di migliorare il benessere e l’equità sociale, riducendo in modo significativo i rischi ambientali”. A dirlo sono sei associazioni ambientaliste  (Legambiente, Kyoto Club, Greenpeace, Fondazione Symbola, Fondazione Sviluppo Sostenibile, WWF) che hanno inviato una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti.

“Egregio Presidente – scrivono le associazioni -, di fronte ai rapidissimi processi mondiali che si sono avviati in questi anni in termini di trasformazioni nella geopolitica mondiale, di attenzione alla gravità dei cambiamenti climatici, di innovazione tecnologica in quasi tutti i settori della produzione e della vita civile, a partire dalla produzione di energia, noi pensiamo che sia urgente mettere a fuoco una visione organica che tenga insieme la crisi economica, il rischio di cambiamenti ambientali irreversibili e l’urgenza di ridurre le disuguaglianze tra fasce sociali e tra aree geografiche. A livello nazionale pensiamo che sia urgente avviare una pubblica discussione sull’idea di Paese che vogliamo costruire, su quale futuro (immediato e di medio periodo) riteniamo auspicabile e verso il quale va stimolato il sistema economico e le istituzioni, a tutti i livelli, per ridare speranza, capacità competitiva e positive prospettive occupazionali”. Le associazioni sottolineano dunque il ruolo positivo della green economy, intesa nella sua accezione più larga, come sistema economico low carbon in grado di migliorare il benessere e l’equità sociale, riducendo in modo significativo i rischi ambientali.

Attraverso la green economy, argomentano le associazioni, l’Italia può rispondere alla crisi in modi innovativi. Accade se si sceglie di ridurre la dipendenza del sistema energetico e dei consumi dalle fonti fossili, attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili. Accade se si pensa a un rinnovamento delle città, della mobilità urbana e dei trasporti che comprenda riqualificazione energetica, infrastrutture per le telecomunicazioni e un nuovo modello di investimento centrato non più su strade e autostrade ma sulle ferrovie e sulla mobilità urbana. Un altro ambito di intervento, sottolineano le associazioni, è rappresentato dall’idea di spostare il prelievo fiscale dal lavoro e dall’impresa al consumo di risorse.

Sono questi solo alcuni dei ragionamenti che le sei associazioni vorrebbero presentare al presidente del Consiglio, anche in previsione del suo annunciato viaggio a Rio. “E’ nostro auspicio – concludono le associazioni nella lettera -, che intervenendo in quella autorevole sede, Lei ancora una volta possa restituire al nostro Paese il ruolo internazionale che merita  e insieme possa disegnare una prospettiva strategica, di cui mai come ora il nostro Paese sente il bisogno”.

 

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