Volkswagen inganna i consumatori, in Italia denuncia partita un anno fa

Danni all’ambiente, consumatori ingannati, Governo Usa tradito, reputazione rovinata: gli ingredienti per uno scandalo mondiale ci sono tutti, infatti il “caso” Volkswagen delle emissioni truccate per aggirare le norme antismog americane si allarga all’Europa e non solo. Ma esattamente un anno fa Altroconsumo, insieme al Beuc, aveva denunciato la prassi delle case automobilistiche, tra cui Volkswagen, di fornire al pubblico informazioni fuorvianti sui consumi delle auto. La casa tedesca è stata già portata in Tribunale a Venezia: il 2 ottobre l’udienza per valutare ammissibilità della class action. 

volkswagenTornando allo scandalo mondiale, il primo a chiedere un’inchiesta europea per rassicurare i cittadini è stato il Ministro francese delle Finanze Michel Sapin che invita ad allargare i controlli a tutti i costruttori di automobili, non solo alla casa tedesca. Mentre in Germania potrebbero esserci degli sviluppi con un’inchiesta, il titolo Volkswagen continua a crollare in borsa: dopo il tonfo di ieri, oggi si apre con un nuovo crollo, che trascina anche gli altri titoli del settore da Peugeot a Fca. Il mercato orientale, ovviamente, non resta indifferente: il governo coreano convoca i vertici locali della Volkswagen e parla di controlli che partiranno al massimo ad ottobre, i cui risultati potrebbero essere annunciati a fine novembre. I modelli sotto la lente sono gli stessi degli Usa: Volkswagen Jetta, Golf, e Audi AG A3 sedan. 

E si muove anche il nostro Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che oggi ha interpellato il KBA, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo, il maggiore omologatore delle auto in questione, e il costruttore. Il Ministero chiede di  conoscere se lo stesso illecito, avvenuto negli Usa dove vigono però  regole differenti per l’omologazione, risulti essere praticato su omologazioni della stessa autorità tedesca per l’Europa e se i veicoli sono stati commercializzati in Italia.

Nella lettera rivolta al KBA si esprime “preoccupazione in merito all’accaduto, in relazione alla protezione dell’ambiente ed alle possibili ripercussioni sul  sistema di omologazione  dei veicoli, vigente nell’Unione europea”. Si chiede quindi conto “se le anomalie riscontrate possano  riguardare  anche veicoli omologati e commercializzati nel territorio dell’Unione”. Il Ministero chiede di “acquisire i risultati dei controlli di conformità che il KBA vorrà effettuare, a tutela dell’ambiente e della qualità dei prodotti omologati per il mercato dell’Unione”.

E mentre ci si interroga sul da farsi, Altroconsumo ricorda che esattamente un anno fa, insieme ad altre Associazioni dei consumatori europee e al BEUC, avevano denunciato la prassi delle case automobilistiche, tra cui proprio Volkswagen, diffidandole presso le sedi competenti: le informazioni al pubblico sui consumi sono fuorvianti, risultato di una procedura di omologazione lacunosa. Volkswagen dunque è già stata portata in Tribunale a Venezia e il 2 ottobre prossimo si terrà l’udienza per valutare l’ammissibilità della class action.

Oggi, con una lettera formale, Altroconsumo sollecita il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ad attivarsi nei confronti della Motorizzazione Civile tedesca, che emette i certificati europei di omologazione per le auto della casa produttrice Volkswagen, affinché verifichi se non ci siano state anche in Europa, e quindi con effetti diretti su tutte le auto vendute in Italia, manipolazioni dei dati in fase di omologazione – a mezzo del software individuato sulle auto nel mercato statunitense o attraverso altri espedienti simili a quelli rilevati dall’Amministrazione USA.

Dalle analisi effettuate l’anno scorso in un laboratorio specializzato su una Golf Volkswagen 1.6 TDI BM, 77KW erano emersi i seguenti risultati: i consumi e le emissioni di CO₂ sono risultati più alti del 50% di quelli dichiarati dalla casa automobilistica. Nell’atto di citazione è chiesto che la casa automobilistica sia condannata al risarcimento dei danni: ipotizzando una percorrenza annua di 15.000km, la somma è di 502€ per i possessori di quel dato modello Golf VW.

“Le nuove sconcertanti rilevazioni provenienti dagli Stati Uniti confermano come sia giunta ormai l’ora di adottare finalmente in tutta Europa il nuovo ciclo di omologazione delle auto per misurare in modo più efficace emissioni e consumi – dichiara Marco Pierani, responsabile relazioni esterne per Altroconsumo – Nel frattempo le Autorità amministrative e giudiziarie in Italia e in Europa dovrebbero farsi parte attiva – così come accade negli Stati Uniti – per tutelare in massima parte i diritti degli utenti rispetto ad inganni e distorsioni del mercato”.

“E’ evidente che non basta acquisire le prove del KBA, visto che avevano già omologato i veicoli, ma i dati vanno riverificati con prove in Italia, con le attrezzature impiegate per le omologazioni fatte in Italia, a cura del Dipartimento trasporti terrestri, in modo da accertare la veridicità delle prove e confrontare in maniera omogenea la produzione tedesca con quella italiana e degli altri Paesi” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, che chiede anche una revisione delle norme e delle procedure europee sia per le prove di consumo, che per le omologazione in genere, per adeguarle alle condizioni di traffico di oggi. “Le prove sui consumi sono nate quanto le autostrade non c’erano. Sono fatte in laboratorio, su rulli e senza traffico. Chiediamo siano fatte su strada, altrimenti i consumatori non saranno mai correttamente informati sul reale consumo della vettura che vogliono acquistare” ha concluso Dona.

A chiedere che “vengano effettuati gli opportuni controlli anche in Italia, per l’intero settore, prevedendo contestualmente severe sanzioni per chi elude le norme” sono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef che sollecitano una strategia europea per tutelare l’ambiente dalle emissioni delle auto. “Per questo stiamo concertando con le altre Associazioni europee con cui siamo in rete una piattaforma di richieste da presentare all’UE per far sì che l’Europa si distingua per il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ovviamente, nel caso di eventuali accertamenti di violazioni delle norme sull’ambiente anche nel nostro Paese, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative del caso, sia sul piano politico che su quello legale”.

La Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi, forte della sua esperienza in materia di “Risparmio Tradito” è già al lavoro per valutare se vi sono gli estremi per tutelare i possessori di titoli del gruppo Volkswagen che nel giro di poche ore hanno subito un crollo verticale del valore degli stessi con conseguente perdita economica. “Non appena appreso del riscontrato, e confermato dallo stesso gruppo Volkswagen, comportamento posto in essere in violazione di norme specifiche in materia di emissione dal quale è scaturito un crollo del titolo in borsa, come Associazione abbiamo cominciato ad analizzare nel dettaglio la vicenda – afferma l’avv. Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori – Saremo, quindi, come in passato, al fianco dei risparmiatori con azioni concrete volte ad esaminare la specifica posizione degli stessi ed a valutare, con i nostri esperti, la possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito”.

@Anto_Gior

Un commento a “Volkswagen inganna i consumatori, in Italia denuncia partita un anno fa”

  1. NINO ha detto:

    NESSUNO EVIDANZIA SU QUALI MODELLI E MARCHI( ES.AUDI,PORCHE E ALTRI) DIESEL O BENZINA SONO STATI RISCONTRATI LE EMISSIONI DI CO2 SUPERIORI AL CONSENTITO.